Cina: inflazione sale al 2,1%

Apertura negativa per le borse europee, con Piazza Affari che perde l’1,32%. In mattinata verranno resi noti i dati sull’inflazione della Spagna e sulla produzione industriale dell’Italia. Aggiornamento sui mercati a cura di UniCredit

L’agenda macro di oggi, venerdì 10 giugno, prevede la lettura dell’inflazione di
maggio e l’indice dei prezzi alla produzione per la Cina. In mattinata verranno resi
noti i dati sull’inflazione della Spagna e sulla produzione industriale dell’Italia.

Nel pomeriggio (14.30), invece, saranno comunicati i dati relativi all’inflazione di
maggio per gli Stati Uniti.

Sul versante europeo, secondo quanto comunicato dal Centraal Bureau voor de
Statistiek (Cbs, l’Ufficio centrale di statistica dell’Aia), in aprile la produzione
industriale è balzata in Olanda del 13,7% annuo, in accelerazione rispetto al
7,6% di marzo (10,5% in febbraio) e nel quattordicesimo mese consecutivo
d’espansione.

Sul fronte asiatico, secondo i dati preliminari diffusi da Bank of Korea (l’istituto
centrale di Seoul) in aprile la bilancia delle partite correnti della Corea del Sud
è scivolata in deficit per USD 0,08 mld, contro il surplus di 7,06 mld di marzo
(6,42 mld in febbraio) e gli 1,91 mld dell’aprile 2021. Si tratta del primo deficit
dall’aprile 2020. Sempre sul versante asiatico, secondo quanto comunicato
dall’Ufficio nazionale di statistica di Pechino, in maggio i prezzi alla produzione
sono cresciuti in Cina del 6,4% annuo, in ulteriore rallentamento rispetto
all’8,0% di aprile (e all’8,3% di marzo) ma sopra al 6,3% del consensus. Su base
mensile l’indice è salito dello 0,1% contro lo 0,6% precedente (1,1% in marzo).

Sempre in Cina, in maggio l’indice dei prezzi al consumo è salito in Cina del
2,1% annuo come in aprile, contro il rialzo del 2,2% del consensus. Su base
mensile l’indice è invece calato dello 0,2% contro la precedente inflazione dello
0,4% e il declino dello 0,3% atteso dagli economisti. Inoltre, secondo quanto
comunicato dalla Bank of Japan (BoJ), in maggio i prezzi alla produzione hanno
registrato in Giappone una crescita del 9,1% annuo, contro il 9,8% atteso dagli
economisti per una lettura invariata rispetto ad aprile (9,7% in febbraio e marzo).
Su base sequenziale l’indice non ha invece segnato alcuna variazione, dopo il
rialzo dell’1,3% di aprile e contro lo 0,5% del consensus.

Il cross euro/dollaro vale 1,0631 in rialzo di 0,22%, mentre il cambio euro/yen si
attesta su 142,30 in calo dello 0,19% e il cambio usd/jpy scambia a 133,82 in
calo di 0,38%.

Derivati sul greggio in ribasso stamane. Il futures sul Brent perde lo 0,22% a
USD 122,80 il barile, mentre WTI Usa scende dello 0,28% a USD 121,17.

Stamane il Bund future ha aperto a 147,71 il Btp future a 119,10. Lo spread
Btp/Bund riparte da 233 pts, con il rendimento del nostro Btp decennale al
3,769%.

Apertura negativa per le borse europee, con Piazza Affari che perde l’1,32%.
Negativi i titoli bancari. In ribasso, anche, CNH Industrial, Eni, Iveco Group,
Tenaris e Poste Italiane. In rialzo, invece, solamente Diasorin.

Azionariato asiatico complessivamente negativo stamane con il Nikkei 225
della borsa di Tokyo in ribasso dell’1,49%, Hong Kong dello 0,13%, Shanghai
in rialzo dell’1,38%, Seoul scende dell’1,13%, mentre Sidney ha perso l’1,25%.
Dopo una seduta di netta frenata per Wall Street, la tendenza in negativo è
stata complessivamente confermata alla riapertura degli scambi sui mercati
asiatici anche se si è fatta più contrastata. Principale timore per gli investitori
rimangono gli effetti della stretta monetaria sulla crescita globale, a maggior
ragione ora che anche la Banca centrale europea (Bce) ha ufficialmente aperto
a un aumento del costo del denaro, anticipando un rialzo dei tassi d’interesse di
25 bps nel meeting del Consiglio direttivo di luglio. Riflettori sul dato
dell’inflazione Usa di maggio, mentre ulteriori preoccupazioni arrivano dal
ritorno dell’allerta Covid-19 a Shanghai e Pechino. Il risultato è una perdita
intorno allo 0,70% per l’indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.

La Borsa di New York ha chiuso la seduta in netto ribasso. Il Dow Jones ha
perso l’1,94%, l’S&P 500 il 2,38%, mentre il Nasdaq Composite è sceso del
2,66%. Wall Street sempre penalizzata dai timori sull’inflazione (la
pubblicazione del dato del mese di maggio è in agenda oggi) e dall’aumento
dei rendimenti obbligazionari.

Tra i titoli in evidenza Signet Jewelers +9,10%. Il rivenditore di gioielli ha
chiuso il primo trimestre con risultati superiori alle attese. L’utile per azione
adjusted si è attestato a USD 2,86 (consensus USD 2,38) su ricavi per 1,84 mld
(consensus 1,80 mld). Twitter -2,18%. Secondo il Washington Post, il social
media sarebbe pronto a offrire a Elon Musk i dati sugli account fake. Lunedì il
numero uno di Tesla aveva minacciato di annullare l’Opa da USD 44 mld su
Twitter senza maggiore trasparenza sulla percentuale di utenti finti, automatizzati o di spam.