Cina, la forza economica rimane in equilibrio

“Il recente downgrade di Moody’s del debito cinese avrà un impatto limitato sul mercato obbligazionario”, commenta Michael Chow – head of International Business e Managing director di Fullgoal Asset Management

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La forza economica della Cina rimane perfettamente in equilibrio, anche se è stata supportata da un aumento del debito e dalla relativa crescita dei rischi. Questi ultimi sono stati evidenziati dal recente declassamento di Moody’s. Va sottolineato che il contenimento dei rischi e delle bolle finanziarie è in cima alla lista degli obiettivi che il governo cinese si è dato per quest’anno. Gli enti di vigilanza stanno cercando di ridurre i rischi nel sistema bancario e di mantenere allo stesso tempo una politica monetaria prudente. Prima del downgrade, sono state approvate una serie di misure per provare a diminuire il livello di leva del sistema finanziario.
Si può tollerare qualche turbolenza sul mercato in relazione alla serietà della stretta finanziaria con conseguenti modifiche nel comportamento degli investitori, ma tutto questo avviene sotto la supervisione del governo. Abbiamo visto come la Cina abbia adottato un approccio calibrato – ogni volta che c’è instabilità sul mercato (che sia quello azionario, valutario o dei tassi d’interesse), si prendono provvedimenti restrittivi. Le riforme si fermano. La spinta per avere un’economia e dei tassi più guidati dal mercato viene messa in
stand-by in nome della stabilità. Dal momento che il mercato sta riflettendo sul debito cinese già da un po’ (prima del declassamento di Moody’s), resta da vedere se questi rischi potranno essere controllati con successo.

Rispetto a una situazione di inasprimento delle politiche adottate, abbiamo assistito al ritorno del nervosismo sui mercati locali. Temendo un irrigidimento del mercato e il successivo rallentamento economico, il mercato delle A-share è calato per le prime due settimane di maggio. Lo Shangai Stock Exchange Composite Index è sceso per la prima volta a 3,100 punti, sotto il trend di crescita, nella prima settimana di maggio. I segnali di aggiustamento sono continuati nella terza settimana, e nel complesso c’è stata una leggera crescita del mercato A-share. Dopo il declassamento del debito cinese operato da Moody’s, lo Shangai Composite Index è balzato all’1.4% il 25 maggio ed è salito di un ulteriore 0.1% il giorno successivo.

Guardando invece al reddito fisso, il rendimento dei bond decennali ha raggiunto il 3.75%, il livello più alto degli ultimi due anni (dato al 30 maggio 2017). I tassi d’interesse alti hanno aumentato il peso del debito che le aziende cinesi devono restituire. Il recente downgrade di Moody’s del debito cinese avrà un impatto limitato sul mercato obbligazionario, perché i suoi soggetti principali sono gli investitori domestici.

Per ora, non vediamo una correlazione importante tra Trump e il mercato azionario cinese. Anche se prima dell’elezioni c’erano dei timori, questi erano collegati soprattutto al commercio e ai rapporti internazionali (e se dovessero avverarsi, potrebbero avere delle conseguenze di natura economico-finanziaria). Tuttavia, Trump ha cambiato atteggiamento rispetto alle promesse della campagna elettorale. A meno che non vengano annunciate nuove politiche sino-americane o che non si verifichino nuovi eventi, non riteniamo che Trump abbia un impatto sui mercati finanziari locali.

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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