Cina, la scalata del muro della paura

a cura di Stefania Basso

La formula per lo sviluppo della Cina e’ ormai al termine del suo ciclo di vita. Il commento di BlackRock

Il modello di crescita economica della Cina sta diventando sempre più antiquato e superato, con un debito e una fuoriuscita di capitali in continua crescita. Gli economisti stanno camminando sul filo del rasoio, cercando di bilanciare gli incentivi a breve termine e il programma di riforme per preparare l’economia del futuro. Dopo vari incontri con gli economisti cinesi, gli imprenditori e le autorità di Pechino a inizio maggio, gli esperti di BlackRock sono giunti alle seguenti conclusioni:

-L’economia cinese sta rallentando, forse più di quanto prospettato dalle statistiche ufficiali. Tuttavia, non si prevede un atterraggio economico duro o un crash dei mercati finanziari nel breve termine. Continuano ad essere sovrappesati gli investimenti pro-ciclici.

-Le quattro tendenze che più influenzano le strategie di investimento di BlackRock sono le seguenti: il freno della Cina alla galoppante crescita del credito”; lo spostamento verso un’economia dei servizi; il rischio di ribasso del mercato immobiliare; e la capacità del Governo di stimolare l’economia nel breve termine.

-Molti analisti di BlackRock ritengono che la Cina possa affrontare tali difficoltà nel breve termine, anche se in modo irregolare, a singhiozzo. Gli economisti sembrano essere consapevoli dei rischi e hanno progetti credibili nel lungo termine (un’ambiziosa agenda di riforme) e strumenti a breve termine (stimoli monetari e fiscali) per affrontarli.

-La Cina ha contribuito per più di un terzo alla crescita economica globale dal 2008-2009, e l’attuale rallentamento si rispecchia a livello globale.

-Le autorità sono consapevoli dei pericoli del differimento del debito da parte delle aziende pubbliche e dei Governi locali. Sono fiduciose di poter evitare una crisi del credito, in parte convertendo i debiti pubblici locali con interessi alti e a breve termine in bond municipali con scadenze più lunghe e coupon più bassi.

-La Banca centrale cinese (PboC) ridurrà ulteriormente i tassi di interesse e i coefficienti di riserva delle banche storicamente elevati nel tentativo di frenare la crescita. Il Governo sembra pronto a sostenere i prezzi degli immobili e a supportare l’industria delle costruzioni investendo in infrastrutture sia all’estero sia all’interno.

-La Cina si è impegnata ad aprire il conto capitale entro fine anno ma non è chiaro cosa si intenda esattamente per “aprire”. Non è prevista una fluttuazione libera dello yuan nel breve. L’attenzione degli economisti sulla stabilità della valuta dovrebbe ancorare lo yuan per il momento.

-Gli investitori dovrebbero pensare alla Cina come continente, non come un paese. I trend economici, l’implementazione della policy e lo sviluppo variano molto da regione a regione. L’economia sta rallentando nel nord-est (industria pesante) e nella parte occidentale nel paese (minerario) ma è ancora solida nelle zone densamente popolate e nelle fiorenti zone costiere.

-Sarebbe semplice non acquistare attivi cinesi: troppo debito, troppa poca crescita e strumenti troppo incentrati sulle politiche ma è un errore. Ci si può preoccupare dell’economia e dei rischi crescenti nel lungo termine ma allo stesso tempo essere rialzisti sui mercati nel breve-medio termine.

-Il team di BlackRock privilegia le azioni cinesi meno care quotate a Hong Kong, in particolare i titoli medio-piccoli, dato che hanno risentito dello sconto di liquidità che sta svanendo. BlackRock punta su selezionati corporate bond nei mercati offshore grazie ai rendimenti relativamente alti e al rischio duration limitato.

Stefania Basso
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.