Cina: Pil primo trimestre sale del 6,4% a/a

Piazza Affari apre in lieve rialzo, con il Ftse Mib che guadagna lo 0,07%. In Italia attesa la lettura definitiva dei prezzi al consumo di marzo. In Cina il Pil del primo trimestre cresce del 6,4% a/a  

Aggiornamento sui mercati a cura di UniCredit

Piazza Affari apre in lieve rialzo, con il Ftse Mib che guadagna lo 0,07%. FCA parte forte e segna +2,4%, seguita da Poste Italiane (+1,7%) e STM (+1,5%). Vendite su Recordati (-1,2%), Terna (-1,1%) e Italgas (-1%). Crolla Juventus (-21,8%) dopo lo choc Champions.

In attesa dell’intervento del ministro Tria sul Def, i quotidiani sottolineano l’incontro tra Conte e Mattarella al Colle in cui il presidente ha esortato a far ripartire i decreti sulla crescita e ‘sblocca cantieri’.

Banco Bpm (EUR 2,10): ha accettato un’offerta vincolante da Illimity per la cessione di un portafoglio di crediti in sofferenza del valore nominale di EUR 650 mln. L’operazione dovrebbe essere finalizzata entro metà 2020, portando il ratio Npe lordo di Banco Bpm al 10,3% pro-forma dal 10,8%.

Eni (EUR 15,43): Fitch Ratings ha assegnato alla società un rating per il merito di credito a lungo termine pari ad A- con outlook stabile. Tale valore, secondo l’agenzia, riflette le prospettiva di crescita della società e la forte diversificazione degli asset.

FCA (EUR 14,45): le immatricolazioni di autoveicoli in Europa sono scese del 3,6% a marzo con le vendite di Fiat Chrysler in calo dell’11,7%.

Moncler (EUR 36,65): l’andamento del primo trimestre di Moncler è stato positivo, in linea con le aspettative della società, nonostante il difficile confronto con l’anno scorso. Lo ha detto il presidente e Ceo Remo Ruffini.

Prysmian (EUR 15,41): oggi riunione del Cda per rivedere il bilancio 2018 alla luce delle richieste di risarcimento danni legate alla vicenda del cavo sottomarino WesternLink.

Recordati (EUR 36,10): ha annunciato che intende ottenere l’approvazione canadese per il suo farmaco Cystagon, che tratta una rara malattia renale, sfidando Horizon Pharma, produttore dell’unico farmaco per il trattamento approvato in Canada.

Dopo il lieve calo della vigilia, la piazza azionaria di Wall Street è tornata in luce verde, seppur con rialzi modesti. Al suono della campanella di chiusura infatti, il Nasdaq 100 ha guadagnato lo 0,34%, con al gancio il Dow Jones a +0,26%. Positivo anche l’S&P 500 a +0,05%. Continua sul mercato a stelle e strisce la earnign season: tra le Blue Chips, le azioni di Bank of America hanno segnato un rialzo dello 0,13% dopo il rilascio di una trimestrale a due velocità. Nel dettaglio, BofA ha archiviato il Q1 2019 con un fatturato che, a USD 23 mld, si è attestato al di sotto delle previsioni di consenso posizionate a 23,2 mld. Oltre le attese invece l’utile per azione, che a USD 0,70 ha superato il consensus degli analisti di USD 0,65. Nel settore dei piani sanitari, UnitedHealth Group ha perso il 4,01% nonostante conti trimestrali con utili e ricavi oltre le attese. La società ha inoltre rivisto al rialzo la guidance sugli utili dell’anno in corso, da USD 14,40-14,70 a USD 14,50-14,75 per azione. Interessante anche il mercato after-hour. Netflix ha perso lo 0,82% con conti caratterizzati da ricavi in linea con le attese a USD 4,5 mld e utili per azione a 76 centesimi, al si sopra delle previsioni. A deludere gli investitori è stato però la guidance sul Q2. IBM ha invece segnato -2,51% dopo aver archiviato il Q1 2019 con un Eps a USD 2,25, rispetto ai USD 2,22 previsti dagli esperti, e con un fatturato a USD 18,18 mld, al di sotto dei 18,47 mld pronosticati.

Le borse asiatiche oscillano verso l’alto dopo la pubblicazione dei dati sull’andamento dell’economia cinese, Pil e produzione industriale, risultati nei primi mesi dell’anno superiori alle attese. Le statistiche hanno acceso la speranza che gli stimoli all’economia decisi dal governo di Beijing stiano dando i loro effetti sulla seconda economia mondiale. Tokyo (+0,25%) chiude leggermente positiva. Shanghai (+0,38%) e Hong Kong (-0,14%) si muovono poco mosse dopo la pubblicazione dei dati sull’andamento del Pil e della produzione industriale che hanno attenuato le preoccupazioni per un eventuale rallentamento dell’economia cinese.

Cambi: Eur/Usd a 1,1309. I dati positivi sulla crescita cinese hanno determinato un calo del dollaro, considerato spesso un bene rifugio, sull’euro.

Commodities: petrolio Wti a USD 64,48 al barile. Prezzi in rialzo per il secondo giorno di fila sostenuti, tra l’altro, dai segnali di una forte domanda da parte della Cina.

Obbligazionario: futures Bund in calo di 33 tick a 164,27 mentre lo spread Btp/Bund 10y è a quota 252 pb, con il rendimento del nostro decennale al 2,61%.

Dati Cina: nel primo trimestre il Pil è cresciuto al ritmo annuo del 6,4%, oltre le attese per un +6,3%, e stabile rispetto al trimestre precedente. La produzione industriale ha visto a marzo un balzo dell’8,5% su anno, al ritmo più rapido da luglio 2014, ben oltre le attese per +5,9%. Le vendite al dettaglio il mese scorso hanno messo a segno un incremento dell’8,7% su anno, al massimo da settembre scorso e oltre le attese per un +8,4%.

Commercio Usa- Giappone: gli Usa hanno sottolineato i crescenti timori per l’ampio deficit commerciale con il Giappone nell’ambito del primo round di negoziati commerciali tra i due Paesi, al termine del quale non è stato raggiunto alcun accordo.

Macroeconomia: l’Istat diffonderà in mattinata la lettura definitiva dei prezzi al consumo di marzo che si dovrebbe confermare sul +0,3% sul mese e +1% su anno. Analoga lettura verrà diffusa per l’intera Eurozona, dove si attende un +1,4% a/a, e per il Regno Unito (previsioni a +2% a/a).