Cina: PMI servizi sale a 41,4

Apertura positiva per le borse europee, con Piazza Affari che guadagna più di
un punto percentuale. La Federal Reserve dovrà alzare i tassi d’interesse Usa solo al 3% per frenare la corsa dell’inflazione. Aggiornamento sui mercati a cura di UniCredit

 

L’agenda macro di oggi, lunedì 6 giugno, si presenta particolarmente povera di
appuntamenti. In arrivo durante la mattinata il PMI servizi di maggio della Cina.

Sul fronte asiatico, recupero per il Caixin Purchasing Manufacturers’ Index
(Pmi) nel settore dei servizi elaborato da S&P Global. In maggio l’indice è infatti
salito in Cina a 41,4 pts dai 36,2 pts di aprile (42,0 pts in marzo), confermandosi
comunque per il terzo mese consecutivo sotto la soglia di 50 pts che separa
crescita da contrazione. Il Caixin Pmi Composite, che raggruppa manifatturiero e
servizi, è invece cresciuto a 42,2 pts dai 37,2 pts precedenti (43,9 pts in marzo).

In entrambi i casi le letture di aprile si erano attestate sui minimi dal febbraio
2020. Inoltre, il governatore Haruhiko Kuroda conferma ancora la politica
accomodante della Bank of Japan (BoJ), sottolineando di ritenere che
l’inflazione debba raggiungere il 2% in modo stabile e non a causa di fattori una
tantum come l’aumento dei prezzi dell’energia. “Il Giappone non si trova
assolutamente in una situazione che giustifichi una stretta monetaria, poiché
l’economia è ancora nel mezzo della ripresa dall’impatto della pandemia”, ha
spiegato. “La BoJ sarà ferma nel mantenere un potente allentamento
monetario, in modo che recenti cambiamenti come l’aumento delle aspettative
d’inflazione portino a una crescita sostenibile dei prezzi”, ha aggiunto Kuroda.

“Affinché l’inflazione acceleri stabilmente verso il 2% salari e prezzi devono
crescere reciprocamente in un ciclo positivo”, ha concluso.

Sul versante statunitense, la Federal Reserve (Fed) dovrà alzare i tassi
d’interesse Usa solo al 3% per frenare la corsa dell’inflazione e il primo taglio del
costo del denaro potrebbe arrivare già nel quarto trimestre 2023. Sono le
previsioni degli economisti dell’American Bankers Association (Aba). Previsto
anche un rallentamento della ripresa economica ma la crescita del Pil Usa non
dovrebbe mai scendere sotto all’1,6% annuo nei prossimi trimestri. Per gli
economisti rimane comunque il 40% di possibilità di una recessione nel 2023.

Il cross euro/dollaro vale 1,0723 in rialzo di 0,13%, mentre il cambio euro/yen si
attesta su 139,95 in rialzo dello 0,03% e il cambio usd/jpy scambia a 130,66 in
calo di 0,15%.

Derivati sul greggio in rialzo stamane. Il futures sul Brent guadagna lo 0,80% a
USD 120,68 il barile, mentre WTI Usa sale dello 0,53% a USD 119,50.

Stamane il Bund future ha aperto a 149,91 il Btp future a 125,69. Lo spread
Btp/Bund riparte da 207 pts, con il rendimento del nostro Btp decennale al
3,318%.

Apertura positiva per le borse europee, con Piazza Affari che guadagna più di
un punto percentuale. Positivi i titoli bancari. In rialzo STM, Stellantis, CNH
Industrial, Pirelli e Iveco. In ribasso, invece, solo Leonardo, Interpump e Snam.

Azionariato asiatico positivo stamane con il Nikkei 225 della borsa di Tokyo
in rialzo dello 0,56%, Hong Kong dell’1,65%, Shanghai dell’1,23%, Seoul in
rialzo dello 0,44%, mentre Sidney ha perso lo 0,45%. Dopo una chiusura
d’ottava in netta frenata per Wall Street, la tendenza si è fatta maggiormente
contrastata sui mercati asiatici. Principale fattore ribassista a Wall Street erano
stati i buoni dati sull’occupazione di maggio in Usa. Se da una parte indicano la
solidità della ripresa economica, dall’altra lasciano prevedere ulteriori pressioni
sui prezzi: il che significa che la stretta monetaria della Federal Reserve
potrebbe diventare anche più aggressiva per raffreddare l’impennata
dell’inflazione. Maggiore fiducia tra gli investitori in Asia per i segnali positivi in
arrivo dalla Cina. Dopo due mesi di lockdown negozi, fabbriche e altre attività
stanno riaprendo a Shanghai.

La Borsa di New York ha chiuso l’ultima seduta della settimana in ribasso dopo
la pubblicazione del solido dato sull’occupazione che ha rafforzato le possibilità
di ulteriori forti aumenti dei tassi da parte della Fed per contrastare l’inflazione.

Il Dow Jones ha perso l’1,05%, l’S&P 500 l’1,63%, mentre il Nasdaq
Composite è sceso del 2,47%. Tra i titoli in evidenza Turning Point
Therapeutics +118,35%. Bristol-Myers Squibb (Bms) ha comunicato di avere
raggiunto l’accordo per il takeover del gruppo specializzato in precision
oncology (emergente segmento dell’oncologia basato sulla profilazione
molecolare dei tumori per identificare alterazioni attaccabili dai farmaci) per
una valutazione dell’azienda di San Diego di USD 3,77 mld (USD 76 in contanti
per azione). Tesla -9,22%. Elon Musk avrebbe un “super bad feeling” e per
questo avrebbe ordinato un taglio del 10% per l’organico di Tesla (secondo la
documentazione regolatoria erano circa 100.000 i dipendenti a fine 2021).
Musk ha anche imposto una “pausa per le assunzioni in tutto il mondo”