Cina, sempre più importante per asset allocation di investitori globali

Philip Saunders, Co-head of Multi-Asset Growth di Investec Asset Management risponde alle domande di Fondi&Sicav sui Paesi emergenti

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La maggior parte degli esperti ritiene che numerosi Paesi emergenti siano attualmente in grado di reggere meglio a potenziali shock. Condivide o no questa view? Per quali ragioni?

L’aspetto più positivo per quanto riguarda i mercati emergenti è la compresenza di governi, autorità di controllo e società di gestione “rigenerati” che rispondono positivamente alle sfide che si pongono loro. Il risultato è l’attuale aumento dei rendimenti e dei margini in questi mercati, con cash-flow in generale più elevati e, soprattutto, più saggiamente allocati da parte delle società.

Le valutazioni non sono più a livelli tali da rappresentare un affare, ma rimangono a uno sconto significativo rispetto ai mercati sviluppati. Tuttavia, la questione più importante per noi è che un graduale allontanamento dalle politiche di Qe nei mercati sviluppati potrebbe ridurre le correlazioni tra i titoli. Se questo dovesse accadere, sarà probabilmente positivo per i gestori di fondi come noi che si basano su un’attenta selezione dei titoli.

A vostro avviso quali sono i mercati azionari emergenti da preferire nell’attuale scenario di mercato permeato da un dollaro debole e da aspettative di rialzi dei tassi d’interesse?

I mercati azionari emergenti hanno chiuso il 2017 con risultati positivi, con l’indice MSCI EM che ha registrato un +3,6% in dollari a dicembre. Il dollaro ha visto anche qualche ulteriore debolezza, facendo aumentare il valore di molte componenti dell’indice denominate in valute locali.

Con l’economia globale in piena crescita, le condizioni finanziarie ancora largamente favorevoli e i nostri indicatori di recessione a breve termine tuttora benigni, ci aspettiamo che l’attuale ciclo prosegua nel 2018. Tuttavia, la prospettiva di condizioni di liquidità meno favorevoli, con una stretta della politica monetaria in Cina e un ridotto acquisto di obbligazioni da parte delle Banche Centrali, unitamente a valutazioni elevate, ci induce ad affrontare questo inizio 2018 con cautela.

I fondamentali nel mondo delle imprese in Cina rimangono favorevoli al mercato azionario nel lungo termine. Mentre prosegue la ripresa ciclica nell’old economy cinese, la crescita strutturale di lungo termine nei settori della nuova economia rimane solida. Quest’anno, gli investitori globali hanno gradualmente ridotto le loro posizioni underweight sulla Cina. Con l’apertura del mercato e l’inclusione delle azioni di classe A da parte di MSCI nei principali indici, la Cina diventerà sempre più importante per gli investitori globali nelle loro decisioni di asset allocation.

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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