Cina, valutazioni sempre allettanti

Se un tempo si consideravano i mercati dei paesi emergenti come un blocco non certo omogeneo, ma che presentava quantomeno molti punti di contatto, ora la situazione è diametralmente cambiata. Ed è diventato fondamentale valutare correttamente i punti di forza, le differenze e i fondamentali delle singole nazioni. Ecco la view sulla Cina di Giovanni Brambilla, ceo & cio, e Giovanni Buffa, Cfa portfolio manager, entrambi di AcomeA Sgr.

Il mercato cinese domestico è stato da molti definito come una bolla speculativa. Le ragioni chiaramente non mancano: milioni di nuovi account retail aperti, trading a margine, flussi eccessivi nei nuovi Ipo, livelli di valutazione di alcuni indici tecnologici che non si vedevano dal Nasdaq degli anni 2000″; il tutto condito da una crescita economica in rallentamento.
Quale scenario peggiore quindi?
Contrariamente al resto del mercato la nostra view sulla Cina non è così negativa e non è un caso che a oggi il paese sia quello più rappresentato nel nostro portafoglio (anche se, ribadiamo il concetto, in nostro approccio è bottom up: la negatività del mercato si riflette chiaramente anche sui singoli titoli creando occasioni d’investimento che aggregate formano il peso dei singoli mercati nei nostri portafogli). Le ragioni sono molteplici. Partiamo anzitutto dal livello di valutazione dei mercati cinesi distinguendo tra l’indice domestico di Shanghai (le famose A-Shares) e l’Hang Seng Mainland 100 comprendente un misto di H shares, Red Chip e altre aziende cinesi quotate a Hong Kong. Mentre Shanghai tratta a 22.5x gli utili trailing e a 2.63x il book, le azioni quotate a Hong Kong sono molto più a sconto ad appena 11.3x gli utili e 1.6x il book. Le valutazioni dell’indice domestico oltretutto non sono molto differenti da quello dell’indice indiano (22.8x gli utili e 2.7x il book) e non ci sembra che nessuno sia eccessivamente preoccupato delle valutazioni di quest’ultimo. Le differenze tra Cina e India non si fermano qui: se da un lato infatti le riforme strutturali sembrano procedere al rilento, dall’altro il governo cinese sta agendo rapidamente per riformare l’economia domestica. Tra i tanti aspetti positivi citiamo:

-Riforma delle Soe (State Owned Enterprises) e il public private partner programs (PPP);

-Parziale liberalizzazione del sistema finanziario con buone possibilità di una totale liberalizzazione in un prossimo futuro Easing della Banca Centrale con tagli ai tassi d’interesse e ai RRR;

-Hong Kong Stock Connect;

-Debt swap dei debiti dei LGFV che, pur non rappresentando una soluzione al problema, da una boccata d’ossigeno alle finanze degli enti locali; -Stabilizzazione del mercato immobiliare;

-Possibile inclusione del mercato domestico nel Msci Em;

-Basse aspettative del mercato.

In estrema sintesi quindi il paese sta cambiando, le riforme vengono implementate, la Banca Centrale sostiene attivamente l’economia che sta attraversando una strutturale fase di rallentando (e questo era dopotutto inevitabile). Le valutazioni del mercato a Hong Kong (dove siamo investiti) sono poi ancora attraenti e i flussi finanziari sono favorevoli. Manteniamo quindi il nostro sovrappeso sul paese.