Columbia Threadneedle: “Investiamo in emissioni investment grade”

Prosegue l’inchiesta di Fondi&Sicav sui corporate bond investment grade denominati in euro, con l’intervento di Alasdair Ross, responsabile investment grade Emea di Columbia Threadneedle Investiments 

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Quali sono le ragioni che hanno permesso agli investment grade corporate bond in euro di comportarsi meglio dei government bond dell’eurozona negli ultimi mesi?  Perché il rischio politico ha avuto conseguenze di poco conto sulle quotazioni dei bond societari?

Gli spread delle obbligazioni societarie sono scesi a livelli molto più bassi di un anno fa. Le politiche populiste rappresentano un tema importante per i mercati delle obbligazioni societarie, ma gli esiti elettorali in Olanda in Francia invitano a non sopravvalutare i rischi. Rimaniamo scettici sulla scala di normalizzazione possibile dalla Bce pero’ riconosciamo che la Bce ridurrà gli acquisiti di asset nel corso dell’anno. I fondamentali delle società rimangono sani, con tassi di default a livelli molto bassi in Europa. Tuttavia, si stanno creando delle pressioni inflazionistiche e, insieme alla fine potenziale della politica monetaria non convenzionale, potrebbero portare rendimenti superiori e volatilità nei titoli di Stato. O si rinuncia a inserire in portafoglio l’asset class obbligazionaria, una mossa che francamente risulterebbe azzardata perché farebbe venir meno l’architrave della diversificazione, oppure occorre trovare un compromesso tra rischio e rendimento. A fronte di rendimenti sempre più scarni sui titoli di Stato e depositi bancari su cui maturano tassi d’interesse negativi, sono attratti da questo segmento poiché offre ancora un rendimento positivo.

Nell’attuale contesto di mercato, quali investment grade corporate bond sono da preferire in termini di duration, settori di appartenenza delle società emittenti o altri fattori che ritenete prioritari nella selezione dei singoli titoli?

Il nostro European Corporate Bond Fund ha un’esposizione agli high yield del 4% perché non vogliamo correre grandi rischi. Oltre l’80% è invece relativo a emissioni investment grade. Abbiamo un approccio bottom up, che parte cioè dall’analisi dei fondamentali della società per poi confrontarli con il contesto del mercato nel quale si trova a operare, inteso sia come settore merceologico, sia come area geografica. Questo ci consente di non essere legati ai cicli economici, che sono normali, preferendo puntare su aziende solide. Abbiamo recentemente aumentato l’esposizione a settori meno rischiosi come le ‘utility’.

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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