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Columbia Threadneedle: “Meglio il credito rispetto alle obbligazioni sovrane”

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Columbia Threadneedle: “Meglio il credito rispetto alle obbligazioni sovrane”

Intervista a William Davies, CIO EMOA e responsabile azionario globale di Columbia Threadneedle Investments

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Gli ultimi dati confermano la corsa al rialzo dell’inflazione Usa. Secondo le vostre stime dove potrebbero spingersi i rendimenti del Treasury decennale nei prossimi mesi?
William Davies

Prevediamo che la ripresa dell‘inflazione sarà di natura transitoria. Mentre attraversiamo il 2021 e ci avviciniamo al 2022, continuiamo a vedere una crescita, ma in decelerazione.

In questo contesto, date le risorse inutilizzate in tutto il mondo, in particolare all’interno del mercato del lavoro, le tendenze inflazionistiche si dissolveranno. E con esse qualsiasi pressione per aumentare i tassi di interesse.

Se i tassi d’interesse dovessero salire per riflettere la normalizzazione dell’attività economica, non dovremmo preoccuparci perché significherebbe che l’attività economica si sta normalizzando.

Ciononostante, ci aspettiamo nel 2022 e 2023 un contesto meno stimolante rispetto a quello attuale. Il recente rialzo dei rendimenti dei Treasury USA ha innervosito i mercati azionari. Ma riteniamo che anche in questo caso si tratti di qualcosa di temporaneo.

Prevediamo che i rendimenti non saliranno ancora di molto, né pensiamo che scenderanno in modo significativo o torneranno ai precedenti livelli più bassi, poiché prevediamo che ci sarà un arresto del QE.

Per un investitore europeo che voglia incrementare gradualmente la propria esposizione ai titoli di Stato Usa, quali indicazioni ritenete opportune in termini di duration, tipologia di titoli (tasso fisso o legati all’inflazione) ed esposizione al rischio di cambio?

Prima della pandemia, prediligevamo i titoli e il credito con un focus sulla qualità, aziende con una forte disciplina dei costi e un approccio ragionevole alla gestione del debito, caratteristica che tuttora rimane fondamentale.

Continuiamo a sovrappesare le azioni statunitensi, dato che ci sono così tanti esempi di innovazione, come nei settori della tecnologia e della sanità. Con la stagione delle trimestrali che volge al termine negli Stati Uniti, si è verificato qualcosa di abbastanza sorprendente.

I profitti delle società dell’S&P 500 sono cresciuti più del doppio del (significativo) 24% che era stato previsto, al 49% su base annua. Diversamente dal solito, gli analisti hanno rivisto al rialzo le previsioni man mano che il trimestre procedeva.

I profitti dell’S&P 500 sono superiori del 10% rispetto a un anno fa, contro le aspettative del 6%. E ci sono prospettive di rialzo sia per i ricavi sia per la crescita degli utili per l’intero anno.

Per questo, non sono state apportate modifiche all’asset allocation, dove viene mantenuta una preferenza per le azioni statunitensi, accanto alle azioni di Asia e Giappone.

La nostra ipotesi è che l’aumento della pressione sui prezzi si riveli transitorio, guidato da rimbalzi quando le economie riapriranno, una parte dei risparmi verrà spesa e da un effetto base consistente.

Allo stesso tempo, non possiamo ignorare l’impatto di una possibile svolta in un trend che è durato quarant’anni con rendimenti obbligazionari “lower for longer”. Per quanto sia più probabile che un aumento dei rendimenti obbligazionari provenga dai rendimenti reali, è rilevante capire se proprio i rendimenti reali saliranno in un contesto reflazionistico o se i mercati percepiranno un “errore politico” come accaduto in passato.

In Columbia Threadneedle non stiamo costruendo i nostri portafogli multi-asset europei per proteggerci dall’inflazione. In effetti, prevediamo che i rendimenti aggiustati per il rischio più elevati proverranno, nei prossimi 12-18 mesi, dai mercati azionari e del credito.

Le maggiori sfide riguardano l’aumento dei rendimenti e l’irripidimento della curva dei rendimenti. Dato il contesto, non crediamo che gli spread di credito saliranno e guardiamo con più favore il credito rispetto alle obbligazioni sovrane. Infine, ci aspettiamo che l’High Yield scenda con l’accelerazione della crescita nominale, e quindi prediligeremo il credito Investment Grade.

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