Commercio, cambia lo scenario

a cura di Stefania Basso

La liberalizzazione del commercio ha favorito ascesa industria elettronica. Commento di Stuart Tait, Global Head of Trade e Receivables Finance, HSBC

Dopo due anni difficili per il commercio internazionale gli importatori e gli esportatori possono dirsi ottimisti. La crescita delle esportazioni globali di merci potrebbe accelerare secondo l’ultimo Trade Forecast di HSBC.

Se le economie mature guideranno la crescita nel breve termine, i mercati emergenti, in particolare le economie dinamiche dell’Asia, potrebbero dominare nel lungo termine. Si stima un aumento delle esportazioni di merci di Vietnam e India di oltre il 10% all’anno in media nei prossimi anni al 2030. Anche l’influenza della Cina sul commercio globale potrebbe aumentare.

La Cina è il maggiore esportatore di beni al mondo ma con la classe media in continua crescita, sarà destinata a diventare più importante come mercato dei consumi. La Cina è già la maggiore destinazione per le esportazioni  di Arabia Saudita e Australia dato che la costruzione di nuove città, energia e reti di trasporto in Cina hanno creato la domanda di petrolio, carbone e acciaio. Entro il 2030 la Cina potrebbe diventare il maggiore mercato di esportazione per la Germania e la Malesia.

Le previsioni di crescita del commercio nelle economie emergenti sono molto elevate. Il Trade Forecast evidenzia inoltre l’importanza delle economie mature. Gli USA potrebbero rimanere il principale mercato di esportazione di beni di Messico, Canada e Irlanda.

La Germania potrebbe rimanere il mercato di esportazione più importante per le aziende nei paesi vicini, come Francia e Polonia. Ciò evidenzia che alcune aziende continueranno a crescere commerciando beni nei paesi vicini e su canali commerciali stabiliti da lungo tempo.

I potenziali cambiamenti del commercio internazionale potrebbero inoltre generare nuove opportunità per le aziende alla ricerca di un’espansione globale. I negoziatori stanno facendo progressi grazie a numerosi importanti accordi commerciali.

La storia insegna che gli accordi commerciali possono stimolare il commercio internazionale. Le misure di liberalizzazione del commercio hanno contribuito per il 20% alla crescita del commercio globale tra il 1994 e il 2004, secondo l’istituto Nazionale di Economia e Ricerca Sociale britannico.

La liberalizzazione del commercio può inoltre stimolare industrie particolari, come ad esempio quelle dell’elettronica. L’accordo sull’IT dell’organizzazione mondiale del commercio, firmato nel 1996, ha previsto l’eliminazione di tariffe e dazi su un’ampia gamma di prodotti elettronici. Gli esportatori di strumenti elettronici di conseguenza hanno beneficiato della possibilità di vendere ai consumatori i loro beni a un prezzo inferiore.

Nel 2000 le esportazioni cinesi rappresentavano circa il 7% del commercio di strumenti elettronici internazionale nei 25 paesi e territori seguiti dal Trade Forecast di HSBC. Oggi la Cina supera un terzo del commercio di strumenti elettronici.

Alcuni paesi stanno considerando gli accordi commerciali regionali. Un potenziale accordo tra gli USA e l’UE potrebbe facilitare l’operatività delle aziende della maggiore economia mondiale con il maggiore blocco commerciale al mondo. L’accordo transpacifico cerca di liberalizzare il commercio tra i paesi del bacino del Pacifico: attualmente sono coinvolti 12 paesi anche se la Cina non è tra questi.

Gli accordi potrebbero favorire il raggiungimento dei consumatori nei nuovi mercati. Le trattazioni commerciali potrebbero inoltre aprire la porta a nuovi competitor, obbligando le aziende a reagire.

In generale il commercio continua a offrire alle aziende internazionali numerose opportunità di crescita, ma bisogna essere consapevoli dei cambiamenti dello scenario più generale per ottenere successo.

Stefania Basso
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.