Continuano i flussi verso gli EM

Report sugli EM a cura di Raiffeisen Capital Management. Approfondimenti su Russia, Polonia, Repubblica Ceca e Ungheria (i CE3), Grecia, Turchia, Brasile, Cina e India

Cina
Per la prima volta da circa due anni le importazioni cinesi sono di nuovo cresciute; una notizia positiva per il „resto del mondo“ e una dimostrazione che l‘economia cinese continua la sua fase di crescita abbastanza solida. Tuttavia, come si sà, una rondine non fa primavera e, inoltre, negli em-reports precedenti avevamo già fatto notare una congiuntura cinese eccezionale, almeno temporanea, in seguito ai nuovi stimoli statali. Il sistema finanziario cinese con i suoi interventi statali enormi e il gigantesco settore bancario ombra è in teoria difficile da valutare. Tuttavia, i bilanci della banca centrale parlano chiaro. Lontano dal limitare significativamente la crescita del credito, i crediti delle banche commerciali presso la banca centrale negli ultimi due anni sono letteralmente esplosi. La crescita del credito resta notevolmente al di sopra della crescita economica nominale ed è, quindi, uno dei principali driver della congiuntura. Un rallentamento dell’espansione del credito è prima o poi inevitabile e, appena si verificherà, avrà un forte effetto negativo sull’attività economica e sugli utili aziendali. Ovviamente è difficile prevedere quando si verificherà questo momento. Si potrebbe posticiparlo con una riduzione dei tassi d’interesse, così come con continue concessioni di credito imposte dallo Stato, persino ai debitori praticamente già quasi insolventi. Ma anche così verrebbe necessariamente raggiunto un punto, dopo il quale nemmeno una concessione di crediti massiccia potrebbe produrre ulteriore crescita. In uno scenario del genere diminuerebbero inoltre nettamente sia la produttività sia gli utili aziendali. Riguardo a questi ultimi c’è da dire che le perdite in molti settori in Cina continuano ad accumularsi; in particolare nel caso di acciaio, carbone, cemento ecc. Le sovracapacità in questi settori continuano a essere elevate e semmai verrebbero ridotte gradualmente. In fondo sono coinvolti millioni di lavoratori. Ad agosto le azioni cinesi hanno guadagnato oltre la media, in particolare le azioni H di Hong Kong (+6,5%).


India

La crescita economica relativa al secondo trimestre dell’esercizio in corso (aprile-giugno) è stata leggermente più debole delle attese con un 7,1% p.a., in compenso la produzione industriale è cresciuta in misura lievemente superiore alle previsioni. Anche gli indici dei direttori d’acquisto sono saliti di recente e sono decisamente in territorio espansivo. Le piogge monsoniche superiori alla media previste dai meteorologi finora non sono arrivate, cosa che rappresenterebbe senza dubbio una delusione per l’economia indiana che ne dipende fortemente. Come successore del presidente della banca centrale, che lascierà il suo incarico a settembre, è stato nominato il suo attuale vice, il che lascia prevedere una continuità della politica monetaria. In agosto la banca centrale non ha modificato i tassi d’interesse e ha inoltre mantenuto le proprie stime sugli indicatori economici principali. Il mercato azionario ha guadagnato circa l’1% ad agosto, meno della media dei paesi emergenti. In questo senso, le aspettative degli analisti sugli utili aziendali sono state nuovamente riviste al ribasso recentemente, tuttavia, meno dei mesi precedenti.


Brasile

L’economia brasiliana sembra aver messo un forte freno al suo trend in discesa. Rimane da vedere fino a quando durerà, perché il presidente Temer non più solo attivo ad interim ha annunciato significative riduzioni delle spese e tagli alla previdenza sociale, alla sanità e all’istruzione. Per quanto possa essere positivo per una riduzione del disavanzo pubblico nel breve periodo, potrebbe, però, influire negativamente sull’economia brasiliana nel lungo periodo. In occasione dell’apertura dei Giochi olimpici il mondo intero ha potuto constatare quanto sia già ora, prima ancora dell’implementazione di misure impopolari, poco amato il nuovo presidente entrato in carica in circostanze poco trasparenti,. È stato fischiato senza pietà dagli spettatori nello stadio, un avvenimento finora unico. Ad agosto l’ex presidente Rousseff ha definitivamente perso la battaglia per il suo posto, quando il Senato ha votato con la necessaria maggioranza per la sua destitizuione. Per ironia della sorte, è uno dei pochi personaggi politici finora non accusato di corruzione; in compenso, la sua destituzione è stata motivata con la manipolazione dei bilanci. Come risulta dalle telefonate intercettate, la sua destituzione potrebbe effettivamente essere stata iniziata per bloccare le indagini avviate dalla Rousseff nel gigantesco scandalo di corruzione intorno al gruppo Petrobras. In questo sembra essere coinvolto anche un numero significativo di deputati parlamentari di praticamente tutti i partiti, così come diversi ministri del nuovo governo di Temer. Questo, assieme al fatto che il nuovo titolare sia giá stato condannato per corruzione in passato, lascia sperare poco che la popolazione brasiliana stia seriamente considerando di risolvere questo problema. Ad agosto il mercato azionario rimane uno dei più forti a livello internazionale dall’inizio dell’anno, nonostante un guadagno soltanto modesto. Le aspettative di molti investitori sembrano, tuttavia, ancora troppo ottimiste. L’economia brasiliana è lontana dall’aver superato questa fase difficile.

Russia
L’economia russa sembra ulteriormente stabilizzarsi, è, però, ancora molto distante da una nuova ripresa. La produzione industriale a luglio è scesa contrariamente alle stime degli analisti. Gli indicatori anticipatori per il settore manifatturiero hanno ceduto a sorpresa. In compenso sono nuovamente saliti nel settore dei servizi. L’inflazione è aumentata lievemente. Alla luce di ciò, la banca centrale ha lasciato invariati i tassi guida. Per l’economia russa è stato senza dubbio positivo il rialzo del prezzo del petrolio che ha recuperato ampiamente le perdite del mese precedente. Il rublo si è leggermente apprezzato rispetto a luglio. Il mercato azionario è leggermente migliorato con un aumento dell’1,3% circa (MICEX) e di conseguenza si trova vicino a nuovi massimi storici. L’indice RTS in dollari ne è ancora molto lontano.

Turchia
In Turchia il presidente Erdogan ha continuato la sua campagna contro gli ultimi resti della società civile, contemporaneamente, a livello di politica estera si è impegnato a favore di un migliore rapporto con la Russia. La concordata revoca dell’embargo turistico russo è senza dubbio una buona notizia per l’economia turca che a luglio aveva registrato un calo dei visitatori stranieri di quasi il 40% rispetto all’anno passato. Verso la fine del mese l’esercito turco ha iniziato a invadere il nord della Siria. L’offensiva militare prevista evidentemente già da tempo è rivolta, si suppone, sia contro lo Stato Islamico sia contro le milizie curde. L’obiettivo principale è chiaramente impedire qualsiasi territorio autonomo curdo al confine turco-siriano. Inoltre, in questo modo la Turchia potrebbe garantirsi maggiore voce in capitolo nelle trattative riguardo al futuro della Siria. La Siria rimane così un teatro di guerra estremamente complesso con il potenziale di provocare in qualsiasi momento una “conflagrazione regionale”, se non addirittura qualcosa di ancora peggiore. La banca centrale turca nel frattempo ha ridotto dello 0,25% il limite superiore del suo corridoio dei tassi portandolo all’8,50%, nonostante inflazione e partite correnti ultimamente siano stati superiori alle attese. La lira turca si è comunque apprezzata leggermente dell’1%; anche il mercato azionario ha fatto registrare un lieve miglioramento.

Grecia
Nel secondo trimestre la Grecia ha fatto registrare un leggero miglioramento del risultato economico invece dell’ulteriore calo largamente atteso e i dati relativi al primo trimestre sono stati rivisti leggermente al rialzo. Allo stesso tempo il paese rischia, però, un nuovo conflitto circa lo stanziamento della prossima tranche finanziaria del “3° pacchetto di aiuto”. L’Eurogruppo lamenta che Atene finora ha approvato in Parlamento solo una frazione dei pacchetti di riforme concordati e di conseguenza minaccia il blocco di ulteriori trasferimenti finanziari. Ad agosto l’indice azionario ha leggermente guadagnato, continua comunque a perdere significativamente dall’inizio dell’anno.


Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria

Il presidente polacco ha presentato un testo rivisto per la soluzione definitiva del problema dei crediti in valuta estera che peserebbe molto meno sulle banche rispetto alla soluzione prevista finora. Tuttavia, continua a essere solo una bozza e non ancora una legge. I più recenti dati congiunturali hanno deluso quasi tutti. La crescita economica rallenta sensibilmente; brutte notizie per il governo di Varsavia che ha bisogno esattamente del contrario per finanziare i programmi sociali appena annunciati. Una violazione dei criteri di disavanzo dell’UE sta diventando sempre più possibile; proprio adesso che esistono già altri conflitti con l’UE. Nel frattempo, nel secondo trimestre sia la Repubblica Ceca sia l’Ungheria hanno fatto registrare tassi di crescita nettamente superiori alle previsioni degli analisti. In Ungheria hanno contribuito sia il settore dei servizi sia l’agricoltura e l’industria. Come nella Repubblica Ceca, anche in Ungheria i salari reali sono aumentati notevolmente nell’ultimo periodo a causa dell’offerta di forza lavoro piuttosto scarsa, cosa che a sua volta sta dando un impulso alla domanda interna. Nella Repubblica Ceca la banca centrale prevede intanto che il suo obiettivo d’inflazione del 2% possa essere raggiunto già nella primavera del 2017; molto prima di quanto anticipato finora. Il mercato azionario ceco è stato invece poco supportato dalla congiuntura più solida; ad agosto è stato uno dei pochi mercati azionari dei paesi emergenti a cedere. Ciò era dovuto alle deludenti prospettive sui dividendi di alcune società chiave quotate alla borsa di Praga. In compenso, le azioni polacche e i titoli ungheresi hanno fatto registrare un leggero aumento.

Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.
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