Le aziende italiane dovrebbero essere relativamente resistenti all’epidemia del coronavirus. La stampa e gli economisti italiani prevedono che l’epidemia colpirà il Pil solo dello 0,2%, con un effetto minimo sul Pil europeo.
Le grandi aziende italiane prevalenti negli indici di credito sono le banche, le utilities e le telecomunicazioni. Tutte queste sono essenzialmente orientate al mercato interno e non cicliche, e sono quindi meno suscettibili ad essere impattate negativamente. Sono anche molto redditizie e la domanda dei loro prodotti dovrebbe quindi tenere.
L’attuale clima politico è anche più stabile. Dando all’attuale governo di coalizione l’opportunità di affrontare questa temporanea debolezza sanitaria in modo trasparente ed efficace.
È interessante notare che, rispetto alle normali statistiche sull’influenza, il numero di casi positivi di solito aumenta verso la fine di febbraio fino a raggiungere il picco a marzo e si allontana in aprile. Pertanto, questo può essere utilizzato come una tabella di marcia e rafforzerebbe la natura temporanea di questo episodio coronavirus in Italia.
Aziende italiane detenute da Vontobel AM
Se così fosse e dato che i rating sono orientati a medio termine, non crediamo che questa incidenza avrà un impatto sui rating a più lungo termine delle aziende italiane. In quanto le agenzie di norma assegnano i rating attraverso dei cicli.
Mi trovo quindi a mio agio con le aziende italiane che al momento stanno fornendo un ottimo supporto per i loro fondamentali di credito. Non ho intenzione di aumentare o diminuire la mia esposizione ai titoli corporate italiani, ma di mantenerla stabile. In quanto rappresenta già un sovrappeso del 7,5%.
I nomi che deteniamo sono generalmente nomi familiari come Assicurazioni Generali, Mediobanca, Unicredit, Intesa San Paolo, Enel e Telecom Italia.
Coronavirus, Bce ha ancora armi a disposizione
Infine, non dovrebbe essere necessario che la BCE allenti ulteriormente la politica monetaria su questo episodio temporaneo, considerando anche i pacchetti di stimolo molto forti e sufficienti già in corso, ovvero il programma di quantitative easing open ended, i reinvestimenti, il sistema di tiering per la liquidità bancaria e le TLTRO.
Anche se non è il nostro caso qualora si rendessero necessarie ulteriori misure, la Bce dispone ancora di sufficienti strumenti a sua disposizione. Come l’aumento degli acquisti mensili per far fronte a eventuali debolezze impreviste che potrebbero svilupparsi.
In breve, crediamo che sia la stagione primaverile che gli stimoli monetari porteranno sollievo e ripresa, consentendo al capitale di continuare a inseguire il carry.
A cura di Mondher Bettaieb-Loriot, head of corporate bonds di Vontobel Asset Management
Redazione
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