I corporate bond Usa sono ancora interessanti

“Gli investitori dovrebbero prendere decisioni riguardo ai mercati del credito Usa prediligendo un processo bottom-up incentrato sui fondamentali”, sostiene Jeremy Cunningham, investment specialist di Capital Group

Di recente, i timori degli investitori europei interessati ai mercati del credito Usa si sono concentrati sull’incertezza politica e legislativa. Tuttavia, andando oltre le riserve di breve termine e concentrandosi sulle valutazioni fondamentali e sul contesto macroeconomico più a lungo termine, riteniamo che le motivazioni a favore di un investimento sui mercati del reddito fisso Usa restino valide.

Ma come investire sui mercati obbligazionari statunitensi che sembrano essere giunti a fine ciclo? Continuando a utilizzare un approccio basato sui fondamentali che sappia individuare opportunità a prescindere dal contesto. Quando le prospettive sono incerte, è più ragionevole concentrarsi sui singoli titoli in portafoglio e valutare se dispongono o meno della solidità necessaria per superare le incertezze di breve termine. In altre parole, invece di puntare l’attenzione sulle tempistiche del ciclo, notoriamente difficili da prevedere, gli investitori dovrebbero utilizzare un approccio capace di generare extra rendimenti in qualsiasi congiuntura di mercato oppure, come nel caso presente, in qualsiasi fase del ciclo creditizio.

In questo contesto ci sono diversi elementi che un investitore europeo dovrebbe valutare nel muoversi in questo mercato, in particolare: l’opportunità di rendimento offerta e la natura ampia, matura ed eterogenea del mercato Usa.

In primo luogo, le obbligazioni corporate statunitensi presentano uno spread rispetto ai titoli monetari e ai titoli di Stato che garantisce un reddito maggiore, mantenendo un profilo di rischio qualitativamente buono. Offrono inoltre rendimenti maggiori rispetto al debito equivalente emesso in Europa, dove la politica monetaria accomodante della Banca centrale europea ha prodotto una fase prolungata di bassi rendimenti. Per di più, l’ampiezza e la liquidità dei mercati dei capitali statunitensi, rispetto a quelli europei dove le società tendono a fare maggiore affidamento sui finanziamenti bancari, hanno poi permesso ai gestori di costruire portafogli solidi e diversificati con una maggiore flessibilità, contribuendo così ad evitare i crediti in deterioramento.

A ciò, bisogna aggiungere l’apporto derivante dall’attività di M&A, che ha generato opportunità a livello di valutazioni. Nel 2016 l’attività di M&A è rimasta su livelli molto elevati, anche se inferiori a quelli record del 2015, e i tassi d’interesse ridotti hanno incrementato l’attrattiva del ricorso al debito per scopi di finanziamento. Ad esempio, di recente abbiamo aumentato l’esposizione al settore farmaceutico, a quello dei generi alimentari e bevande e del tabacco.

In tale contesto di re-leveraging, gli emittenti con rating più alto interessati alle acquisizioni possono comportare un rischio maggiore rispetto agli emittenti con rating più basso che hanno già attraversato un evento di leveraging. Malgrado numerosi investitori abbiano preferito evitare la fascia di rating inferiore, noi l’abbiamo ritenuta un’opportunità per cogliere valore nei casi in cui avevamo solidi elementi per ritenere che il management della società si stesse adoperando per ridurre l’indebitamento

Diversamente rispetto al caso delle attività di M&A, invece, alcune tendenze sono associate a determinati settori. Anche se i temi d’investimento discendono dalla dimensione settoriale, è cruciale identificare all’interno del settore quegli emittenti che possono trarre un vantaggio di lungo termine dalle tendenze in atto.

L’attrattiva principale del settore tecnologico è lo stadio di sviluppo in cui si trova: malgrado sia prossimo a uno stadio maturo, con molte società che hanno organizzato una struttura di capitale e pagano dividendi, il settore è ancora all’avanguardia nell’innovazione sia negli Stati Uniti che a livello globale. Per conseguire un rendimento in questa area del mercato, gli investitori devono ricercare le società leader che sviluppano nuove tecnologie, ad esempio nel cloud computing.

Ad esempio, oltre a sviluppare costantemente nuove tecnologie, Apple utilizza soluzioni cloud e potrebbe trarre un vantaggio dalla crescente popolarità di questo segmento. Tuttavia, per cogliere appieno i benefici della tendenza in atto, abbiamo preso in considerazione anche altre società tecnologiche leader, come Microsoft, che potrebbe beneficiare del volume di archiviazione necessario per le tecnologie di cloud computing.

A nostro avviso, quindi, gli investitori non dovrebbero prendere decisioni riguardo ai mercati del credito Usa in base a congetture su eventi imprevedibili, come la fine di un ciclo creditizio, ma piuttosto prediligere un processo bottom-up incentrato sui fondamentali, da integrare con view di carattere più generale, in modo da generare costantemente valore dall’asset class e costruire un portafoglio diversificato che abbia la capacità di produrre buoni rendimenti in congiunture diverse.

Stefania Basso
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.