Cosa succede a Hong Kong?

A cura di Rocki Gialanella

Il sensibile incremento delle quotazioni degli ultimi mesi sta implicando le classiche distorsioni da eccesso di rialzo. Alcuni titoli ne stanno pagando dazio

Dieci giorni fa, dopo quasi sette mesi di rialzi quasi ininterrotti, le grandi star del listino di Hong Kong hanno intrapreso dei movimenti ribassisti molto violenti. Dopo il crollo di Hanergy Thin Film, è arrivato il turno di Goldin Financial e Goldin Propierties, entrambe controllate dal multimilionario Pan Sutong.

Lo scorso 20 maggio entrambe le società hanno perso più del 60%, in assenza di valide ragioni che giustifichino tale tracollo. L’unica spiegazione ragionevole per provare ad inquadrare il pesante rovescio va ricercata nella speculazione. I due titoli avevano accumulato rivalutazioni superiori al 300% dall’inizio del 2015, entrando a far parte dei best performers dell’indice Hang Seng Composite.

Goldin e Hanergy presentano, oltre al tracollo delle quotazioni senza ragioni apparenti, più fattori in comune,. Entrambe le società sono controllate da un multimilionario, entrambe non rientrano nei monitor dei broker internazionali ed entrambe hanno registrato un’impennata delle rispettive capitalizzazioni al di sopra dei 30 mld di Usd (nonostante i tanti dubbi sulla sostenibilità del rallie).

Alcuni analisti hanno parlato di effetto contagio innescato dalla voglia di molti investitori di effettuare prese di beneficio dopo i rialzi degli ultimi mesi. Goldin Financial ha accusato un tracollo giornaliero del 62%, la peggiore caduta dal suo debutto (avvenuto nel 1992).

La volatilità delle società cinesi a Hong Kong sottolinea i rischi che comporta l’investimento in questo mercato azionario. Prima della caduta, le società Goldin quotavano ad un P/e di 130, mentre quello di Hanergy era di 65. Il P/e medio dello Hang Seng Index è 11,7.

Goldin Financial ha ottenuto utili di appena 30 mln di Usd negli ultimi sei mesi del 2014. Le attività sviluppate dalla società vanno dalla commercializzazione del vino californiano alla costruzione di grattacieli destinati ad uffici nei centri di alcune tra le più importanti città cinesi. Nel 2014, il 99% degli utili è pervenuto dalla vendita di uffici posti in una torre di 27 piani localizzata al centro di Hong Kong.

Goldin Propierties sta invece sviluppando una macroprogetto di 10 mld di Usd nella città cinese di Tianjin che include un grattacielo di 117 piani, ville di lusso e altri servizi. In ogni caso, il livello raggiunto dalle quotazioni è ridicolo in ragione del volume d’affari e degli utili. Una situazione tipica da eccesso di rialzo e da speculazioni che potrebbero danneggiare la fiducia che gli investitori internazionali stanno cominciando a riporre nelle potenzialità del mercato cinese.

Rocki Gialanella
Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.