Cosa succede se un paese esce dall’euro?

A cura di Rocki Gialanella

Il passaggio ad una nuova divisa comporta complicazioni se fatto in modo pianificato. In assenza di programmazione, le turbolenze sono difficili da individuare

Nei mercati finanziari, l’introduzione di una nuova divisa necessita in primo luogo un nuovo codice di riferimento della moneta, tale da poter essere utilizzato nelle transazioni e i pagamenti. Questi codici vengono emessi da un’organizzazione internazionale con sede in Svizzera e sono composti da un codice alfabetico di tre caratteri. I primi due caratteri indicano il paese e il terzo la moneta. Nel caso della Grecia, il paese non potrebbe recuperare il vecchio codice GRD perché esistono ancora impegni finanziari da onorare denominati in dracme. Atene avrebbe pertanto bisogno di un nuovo codice. Dopo questa fase, è necessario inserire il nuovo codice nei sistemi di pagamento per garantire l’eseguibilità delle transazioni.

La fase due è molto più complicata e ingloba una lunga serie di domande sulla risoluzione di contratti finanziari a lungo termine, come swaps o opzioni. Le diatribe legali sarebbero infinite durante la fase di passaggio da una divisa all’altra. E’ possibile che ci sia bisogno di modificare o, in alcuni casi, reimpostare da capo alcune operazioni. Non è un compito impossibile, ma trattasi di un processo lento e minuzioso.

Fortunatamente per Atene, non esiste un numero di contratti derivati ellenici a lunga scadenza. Questi cinque anni di crisi e salvataggi hanno reso gli investitori più prudenti e sono pochi quelli che hanno accettato il collaterale supportato dalla Banca centrale di Atene per le loro operazioni, anche se la Banca centrale Europea ha consentito di utilizzarlo come garanzia nelle operazioni monetarie all’interno dell’eurosistema.

Ma quali caratteristiche potrebbe avere una nuova ipotetica moneta greca? Da più parti si parla di una nuova divisa ellenica che potrebbe avere un valore dimezzato rispetto all’euro per puntare a guadagnare competitività. La nuova divisa sarebbe sostenuta da un mix di controlli sui capitali e interventi sul mercato monetario. La liquidità verrebbe garantita dall’emissione di bond. Ma la parte più difficile è rinominare gli euro cartacei. Il paese andrebbe incontro ad una lunga fase di turbolenze nel sistema bancario, fallimenti e fughe di capitali realizzate con metodi illegali.

L’introduzione di una nuova divisa risulta complessa quando viene fatta in maniera pianificata. Nel caso della Grecia, il passaggio dovrebbe essere compiuto senza alcuna pianificazione e innescherebbe una lunga serie di imprevisti che non possono essere individuati ex ante.

Cosa accadrebbe sul versante euro? Anche in questo caso il passaggio non sarebbe immune da conseguenze. In primis, l’uscita di Atene farebbe saltare il principio di indissolubilità dal legame con la valuta unica. Gli investitori e le imprese dovrebbero fare i conti con una realtà del tutto nuova, caratterizzata da distinte esposizioni all’ipotesi di una rottura dell’eurozona nel medio-lungo termine.

Rocki Gialanella
Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.