Credit Suisse positiva su Italia e mercato azionario italiano

QE importante per il Belpaese e per il tessuto imprenditoriale italiano. Prevista una crescita del PIL pari a +0,5% per il 2015 e +0,9% per il 2016

Gli effetti del QE

Oggi il costo del credito per le imprese italiane è penalizzante, infatti il tasso effettivo risulta essere prossimo al 5%. Un tasso che penalizza soprattutto il tessuto imprenditoriale delle PMI che hanno minori possibilità negoziali e pochissime possibilità di accesso al mercato dei capitali. Con il QE riteniamo che il costo del debito vada più in linea con altri Paesi come Francia e Germania e quindi offra una spinta alla ripresa. Le PMI italiane non hanno ancora rimbalzato rispetto alla caduta dei tassi di interesse e quindi riteniamo che ci possa essere una spinta da questo come è avvenuto in Spagna quando si sono abbassati i tassi sul debito.
IL QE è importante per l’Italia e per il tessuto imprenditoriale italiano

La Situazione Macro

Il Consumer Confidence index oggi è ai massimi degli ultimi 10 anni, per i mercati è importante la direzione e oggi l’Italia è nella direzione giusta e sta dando i segnali delle riforme.

Un potenziale che viene amplificato dalle riforme in essere, come quella del mercato del lavoro. Infatti il clima di fiducia è direttamente collegato a una regressione del tasso di disoccupazione. Questi dati peraltro non incorporano ancora gli eventuali effetti concreti della riforma del jobs act. 

Ci sono anche elementi macro che confermano il miglioramento quali una ripresa del mercato dell’auto e una ripresa dell’advertising, pur se a singhiozzo. Oggi si sta rivedendo la crescita al rialzo e questi sono segnali molto positivi per il mercato.

Se si pensa che il prezzo del petrolio è in discesa, la politica della BCE aggressiva e un euro debole, questo insieme di elementi sono un ulteriore traino alla crescita.

Ci sono grandi opportunità per una ripresa delle aziende italiane anche perché la percezione a oggi resta penalizzante.

ACCOUNT SURPLUS

Da ricordare che l’Italia è uno dei pochi Paesi con un surplus primario insieme alla Germania, (mentre Paesi come UK, Spagna, Francia, USA non sono in questa situazione).

Ancora se si guarda il dato aggregato di debito pubblico + debito privato in % al GDP l’Italia è tra i Paesi meglio posizionati.

Oggi l’Italia è stata eccessivamente penalizzata. Il costo del lavoro non è alto come si pensa, specie rispetto agli altri Paesi e se si pensa agli impatti delle riforme riteniamo ci sia spazio per riprendere e per una spinta.

Continuiamo a sostenere il tema del leverage aggregato pubblico privato in percentuale sul PIL in cui l’Italia continua a mostrarsi sostenibile e in linea con gli altri principali Paesi.

Confidence e Riforme con un mercato sottovalutato, potrebbe essere l’anno del mercato italiano, i fondamentali danno queste indicazioni

Oggi la redditività è depressa. Se si guarda al mercato l’Italia è a buon mercato in termini di Price to Book ed è il mercato più a buon mercato in termini di Equity.

In prospettiva di utili a 12 mesi l’Italia appare a sconto rispetto ai principali mercati

Il Mercato Bancario offre grandi prospettive

Un occhio particolare va poi al mercato bancario italiano, dove forse ci sono tra le più interessanti prospettive di miglioramento.
Vediamo diversi aspetti che guidano questo: la riduzione del costo dell’indebitamento dovrebbe migliorare la qualità del credito, l’atteso miglioramento della situazione macro., segni evidenti di consolidamento, le valutazioni e forse un meccanismo che possa svincolare i Non Performing Loans. Vediamo le banche italiane tra le più sottovalutate inoltre oggi le revisioni degli utili sono al positivo.
L’interesse dei Gruppi esteri per il settore bancario italiano, porterà anche ad un M&A nel settore, in modo da acquistare massa critica. Un M&A che porterà ad una maggiore razionalizzazione del settore, con due grandi campioni nazionali e alcune banche di medie dimensioni.

Per la ricerca Credit Suisse i titoli italiani su cui puntare sono :
Intesa San Paolo e Ubi per il bancario, Pirelli e Prysmian, Mediaset e Raiway, Salvatore Ferragamo per il lusso