Cresce la retribuzione degli azionisti Usa

A cura di Rocki Gialanella

Gli azionisti delle principali societa’ a stelle e strisce sono pronti a ricevere la cifra record di 1.000 mld di Usd. Le incertezze sul futuro dell’economia stanno spostando l’attenzione dagli investimenti ai dividendi e ai buyback

Negli Stati Uniti, la retribuzione offerta dalle aziende agli azionisti ha raggiunto, nel 2014, quota 904.000 mln di Usd: 350.000 mln di usd sotto forma di dividendi e 553.000 mln sotto forma di riacquisto di azioni proprie (fonte: S&P Dow Jones Indices). Il tasso di crescita annuo dei dividendi si è attestato al 14% negli ultimi quattro anni. Molte case d’investimento credono che tale ritmo possa essere mantenuto anche nel 2015 e che il monte dividendi distribuito dalle aziende statunitensi supererà i 400.000 mln di usd nel 2015. Sommando i dividendi ai volumi delle operazioni di buyback, la retribuzione complessiva incamerata dagli azionisti ammonterebbe a oltre 1.000 mld di usd per la prima volta nella storia di Wall Street.

Le combinazioni tra decelerazione delle più importanti economie emergenti, incertezze sul ritmo di ripresa della crescita economica nei paesi industrializzati e caduta delle quotazioni petrolifere, sono alcuni dei fattori che spiegano le minori aspettative di incremento degli investimenti.

Questo scenario ha provocato un cambiamento dei focus delineati dalle grandi società statunitensi, che si sono trasformate nei principali acquirenti di azioni incluse nell’indice Standard&Poor’s 500 dall’inizio della crisi finanziaria, riducendo il numero di investitori e supportando il settimo anno di mercato rialzista. In altre parole, ci sono grandi quantità di capitale nei bilanci delle società, ma la lentezza della crescita nominale nella maggior parte dei paesi industrializzati sta complicando le scelte relative all’utilizzo e collocamento di tali risorse.

Un esempio calzante di tale situazione è offerto da General Electric, che ha deciso di ripartire 90.000 mln di usd – ricavati dalla vendita della maggior parte del suo business finanziario- tra i propri azionisti nei prossimi tre anni. A breve scadenza, gli operatori di mercato si aspettano che Apple opti per un incremento del 50% del suo attuale programma di buyback da 130.000 mln di usd. Il futuro dei volumi dei buyback dipenderà molto dalle scelte delle società petrolifere, che sembrano molto orientate a perseguire questa strategia per mettere al sicuro il capitale.

Questo il trend in atto, ma non mancano le critiche da parte di operatori che individuano nell’impossibilità di trovare nuovi modi per investire i capitali una scusante per aumentare i compensi degli amministratori mediante la distribuzione di dividendi sempre più elevati. L’enorme diffusione dei piani di remunerazione basati su diritti di opzioni sulle azioni confermerebbe questo dubbio. Coloro che muovono critiche alle politiche aziendali orientate alla crescita dei dividendi ricordano quanti danni abbiano fatto all’economia nel recente passato.

Rocki Gialanella
Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.