Crescita mondiale, stabilizzazione a ritmo deludente

Il deterioramento delle prospettive si riflette nella debolezza dei tassi d’interesse. “Macroeconomic Forecasts” del Gruppo Edmond de Rothschild

Nella sua nuova edizione, la pubblicazione «Macroeconomic Forecasts» del dipartimento di ricerca economica del Gruppo Edmond de Rothschild anticipa una stabilizzazione della crescita mondiale a un ritmo deludente. Anche se le banche centrali tengono ancora alcune munizioni in serbo, il risultato delle politiche di tassi negativi rimane incerto in assenza di un precedente storico, rileva Mathilde Lemoine, group chief economist.

«Finché i governi non istituiranno politiche economiche volte ad aumentare la produttività, i banchieri centrali non hanno altra scelta che andare sempre più lontano nel finanziamento della crescita tramite l’indebitamento», nota l’economista nella sua introduzione.

Negli Stati-Uniti, gli investimenti in capitali fissi e il commercio estero continueranno a influire negativamente sulla crescita, cio che sarà controbilanciato dal dinamismo dei consumi e dalla crescita delle spese del governo. In Giappone, al contrario, la debolezza dei consumi continuerà a penalizzare la crescita, costringendo in questo modo la Banca del Giappone ad allentare ulteriormente la politica monetaria.

In quanto alla zona euro, si può finalmente dire che si è lasciata la «grande recessione» alle spalle. Le spese pubbliche e la ripresa dei mercati immobiliari rimarranno fattori di sostegno dell’attività. Tuttavia la risalita del prezzo delle materie prime – come pure il leggero rallentamento della dinamica occupazionale – rischia in futuro di pesare sui consumi delle famiglie.

La Svizzera si ritrova in una posizione favorevole, con una crescita economica destinata ad accelerarsi grazie al sostegno dei consumi delle famiglie. Tanto più che la deflazione, che persisterà all’orizzonte 2017, non desta realmente preoccupazioni poiché non è legata a un problema di domanda. Per quanto riguarda i paesi emergenti, si può dire che le loro economie continueranno a soffrire del calo di produttività e della presenza di sovvracapacità di produzione, per stabilizzarsi eventualmente verso fine anno. In queste regioni del mondo, l’attuazione di riforme strutturali sembra indispensabile per ripristinare il modello di crescita.

 

Advertisement