Daniela Pivato (Banca Widiba): «Eravamo già hi-tech prima del Covid»

Secondo Banca Widiba, che è un istituto digitale, la pandemia non ha inciso particolarmente sui suoi investimenti in tecnologia

La pandemia ha rappresentato per le reti di distribuzione di prodotti finanziari un grosso passo in avanti sul piano tecnologico. La maggior parte ha realizzato importanti investimenti in questo campo.  E si appresta a farne altri. Fondiesicav.it, nell’ambito di un’inchiesta su questo argomento, ne ha parlato con Daniela Pivato, direttore It & innovazione digitale di Banca Widiba.

Quali sono stati nell’ultimo anno i vostri investimenti in tecnologia? E soprattutto quali sono i vostri programmi futuri, anche in vista del fatto che si spera che la pandemia finisca?

«Gli investimenti in tecnologia dell’ultimo anno sono stati equivalenti a quelli dell’anno 2019 ante-Covid. Ciò significa che non abbiamo avuto necessità di implementazioni extra per fare fronte alle necessità scaturite dalla pandemia. Banca Widiba è una banca digitale che opera prevalentemente attraverso i canali online e l’emergenza non ci ha colti impreparati. Abbiamo continuato a lavorare a distanza con le modalità consuete, senza particolari impatti. Quindi i nostri programmi per il futuro,  in termini di sviluppo tecnologico, non sono cambiati. Si possono tradurre, in sintesi, in una continua evoluzione e innovazione della piattaforma al servizio dei clienti e dei consulenti. Lo scopo è sempre fornire nuovi prodotti e servizi, distintivi e di qualità».

Che cosa ha oggi in più sul piano tecnologico la vostra società rispetto a un anno fa?

«Come dicevamo, Banca Widiba è una banca online che fin da subito ha basato l’interazione verso i clienti e i consulenti in modalità completamente digitale. Sono state sfruttate le potenzialità della tecnologia di ultima generazione. Quando è iniziata la pandemia eravamo già pronti per garantire la continuità operativa ai clienti e ai consulenti.  L’unico cambiamento ha riguardato la modalità di lavoro dei dipendenti: è passata dalla presenza in ufficio al lavoro da casa, al 100% in smart working. Molti di noi avevano già la possibilità di lavorare da remoto con strumenti sicuri (Vpn) e interattivi (videocall). Abbiamo solo esteso questa modalità a tutta l’azienda e lo abbiamo fatto nel weekend precedente alla chiusura precauzionale per Covid.

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