Dati USA e CAD

Attenzione ai dati di oggi pomeriggio su inflazione americana. Occhi puntati anche al dollaro canadese. FXCM

Lo S&P500 si è riportato nuovamente sui massimi storici, con le borse europee ricorrelatesi ai flussi di investimento americani ed il valutario continua a rimanere dollarocentrico nel momento in cui vengono riassorbiti gli effetti iniziali di aumento di volatilità derivanti dalla pubblicazione di dati relativi alle economie principali non americane. Questa chiave di lettura sembra continuare a mostrare le propria validità e ieri ne abbiamo avuto evidenza soprattutto guardando alla reazione della sterlina sulla pubblicazione dei dati sulle vendite al dettaglio relative al mese di aprile, le quali hanno fatto registrare un +1.2% contro attese pari ad un punto percentuale in meno. Il pound è andato a salire in maniera interessante per poi consolidare vedremo tra poco su quali livelli, movimento seguito dall’euro ma non dallo yen, con l’australiano in sordina sul quale sono partiti iniziali acquisti di dollaro verso metà mattina, così come sullo yen ed in lieve ritardo sull’euro (mentre abbiamo assistito a vendite nel corso della notte). Possiamo dunque continuare a seguire queste logiche interpretative ed oggi dovremo prestare attenzione soprattutto alle ore pomeridiane, quando verranno rilasciati i dati sull’inflazione americana, forse il dato più seguito al momento (insieme alla classica disoccupazione, o meglio, ai classici non farm payrolls, data la presenza di un tasso di partecipazione alla forza lavoro da parte dei disoccupati americani che spesso va a sporcare il dato singolo relativo al tasso di disoccupazione). Sappiamo infatti che la Yellen e company vogliono valutare un basket di dati prima di procedere con un rialzo di tassi, valutazioni che tout cour sono state rilasciate all’interno delle ultime minute del FOMC e che hanno iniziato a produrre effetti di slittamento a livello di aspettative, circa le tempistiche di inizio della normalizzazione della politica monetaria (confermatoci dai movimenti sui listini americani secondo la logica di ricerca di rendimenti superiori agli obbligazionari). Pur non andando ad incidere sulle aspettative dunque, il dato di oggi potrebbe produrre comunque aumenti di volatilità da gestire dato anche il fatto che ci troviamo in chiusura di settimana, con gli occhi puntati anche sul dollaro canadese (ed i suoi cross), una divisa ultimamente molto tecnica e che vedrà la pubblicazione di dati su inflazione e disoccupazione in concomitanza delle release a stelle e strisce.