Debito italiano con scadenze lunghe offre rapporto rischio/rendimento interessante

Jack Kelly, investment director Obbligazioni Governative, Standard Life Investments, interviene all’inchiesta di Fondi&Sicav sui bond periferici dell’Eurozona 

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Quali opportunità si nascondono dietro il recente rialzo dei rendimenti dei titoli di Stato dei paesi periferici dell’Eurozona? Credete che il movimento abbia già anticipato eventuali mosse della Bce o che ci sia spazio per ulteriori rialzi dei rendimenti?

Riteniamo che, sul lungo periodo, i rendimenti periferici più elevati inizieranno a offrire interessanti caratteristiche di rischio/rendimento, ma non siamo ancora arrivati a quel punto. I rischi politici della zona euro probabilmente si dissolveranno, ma questo potrebbe spingere la Bce a riprendere una politica accomodante. I rendimenti dei bond italiani ai livelli attuali sono ancora troppo bassi e sono stati spinti a questi minimi dai fattori tecnici legati al Qe.

A conti fatti, il mercato ha già prezzato solo una conclusione parziale della politica monetaria della Bce. La questione ora è se la Bce opterà per un riavvio della riduzione del programma di acquisto di obbligazioni o per un incremento del tasso di deposito. Entrambe le misure sono un segnale di un’ulteriore normalizzazione dei tassi e, pertanto, eliminerà l’offerta tecnica per le obbligazioni sovrane europee.

Quali duration –e quali titoli di Stato- presentano, a vostro parere, il miglior rapporto rischio / rendimento per un investitore alla ricerca di income?

Nel prossimo futuro, il segmento più attraente sarà la parte lunga della curva (30 anni). Ci aspettiamo un trend di irripidimento tra decennali e trentennali su un orizzonte temporale di tre mesi. Alla fine, una domanda strutturale consistente sosterrà l’estremità lunga delle curve dei rendimenti rispetto a qualsiasi rallentamento materiale dei rendimenti. La domanda da parte dei fondi pensione, ad esempio nell’area euro, si confermerà di supporto.
Attualmente il front end delle curve dei rendimenti rimane il segmento meno attraente, dato il rischio che la Bce possa concentrarsi sulla retorica volta a indebolire il front-end. Benché il mercato obbligazionario sia consapevole dei rischi politici in Italia, in ultima analisi, il debito italiano e spagnolo con scadenze più lunghe dovrebbe cominciare a offrire un rapporto di rischio/rendimento più interessante.
È importante notare che i livelli di rendimento attuali non giustificano il sostegno della Bce, ma questo approccio potrebbe cambiare con il rialzo dei rendimenti. Qualsiasi futura tensione sui rendimenti periferici rischia di essere accolta da un intervento di sostegno da parte della Bce, con la scusa di mantenere un’efficace trasmissione della politica monetaria. Tra gli esempi di potenziali cambiamenti politici vi sono un allentamento dei vincoli di capitale sul programma Qe. È la debolezza dei rendimenti dei titoli che in ultima analisi potrebbe spostare nuovamente l’orientamento della Bce verso una politica più accomodante. Ma il focus nel breve termine rimarrà su tapering e cambiamento di politica monetaria.

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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