Deflazione ufficiale

Il dato più rilevante della giornata di ieri e’ stato senza alcun dubbio quello relativo all’Inflazione dell’Eurozona che per la prima volta dal 2009 si e’ attestata in territorio negativo, al -0,2% per la precisione, in calo anche rispetto alle aspettative di -0,1%. Fxcm

Banale è però puntualizzare sul fatto che il dato così negativo è anche effetto del crollo del prezzo degli energetici se si considera che il dato core, quello ciò depurato energia ed alimentari, è stato confermato al +0,7%. Ma per quanto ci si affretti a declassare tale rilevazione come provvisoria, è pur sempre di deflazione che si tratta a maggior ragione se si considera che queste release sono arrivate all’indomani di quelle sull’inflazione tedesca che ha mostrato un misero +0,1%, senza volerci addentrare invece nei dati che riguardano i cosiddetti “periferici” che da diversi mesi fanno ormai registrare il segno meno per quello che concerne l’aumento generalizzato dei prezzi.

Naturalmente a chiosa di queste pubblicazioni si trovano le aspettative circa le imminenti potenziali azioni di politica monetaria da parte della Banca Centrale Europea che verranno comunicate il prossimo 22 gennaio. Dal fronte teutonico, come si potrà facilmente dedurre, si reitera sul non allarmismo e si ascrive un simile scenario al copioso crollo del prezzo del petrolio ma è indubbio che le pressioni su Francoforte aumentino e verosimilmente sarà così proprio fino alla famosa data del 22. Dal nostro canto manteniamo una certa riserva sulla possibile implementazione di un vero piano di Quantitative Easing ed ancor di più con un timing così ravvicinato, identificando in marzo/aprile un eventuale primo tempo utile per la manovra delle manovre. L’euro naturalmente non ha lesinato cali ed il cambio EurUsd ha messo a segno nuovi minimi ad un passo dalla soglia di 1,18, in perfetta linea con l’andamento più generale del mercato che ancora continua a proporci il tema predominante della forza del dollaro americano.

Il benchmark rappresentato dal FXCM Dollar Index il quale ha segnato nuovi massimi assoluti nei pressi di area 11.715 punti, mettendo in luce dunque una situazione di confermata e generalizzata forza del biglietto verde, ieri apprezzatasi anche nei confronti dello yen giapponese che continua a restare ottimamente correlato in maniera inversa con i listini azionari; esso era stato infatti comprato in fasi come quelle recenti di sell off sulle Borse, ma ieri è stato seppur lievemente venduto in concomitanza con i timidi acquisti di azionario. Per chiudere la questione market mover va aperta una breve parentesi a proposito delle Minute della Federal Reserve pubblicate ieri sera, le quali hanno mostrato un certo disinteresse per i segnali circa scenari disinflazionistici rivendicando invece l’affidabilità dei propri modelli previsivi grazie ai quali si rileva un cammino regolare dell’inflazione e si giunge alla conclusione che il comportamento di tale grandezza economica è al momento non preoccupante. Ricordiamo che modelli simili avevano rassicurato circa il potenziale crollo dei prezzi dell’immobiliare.