Degroof Petercam: “Investiamo in titoli di stato dei paesi emergenti in valuta locale”

All’inchiesta di Fondi&Sicav sulle prospettive dei tassi e rendimenti dei government bond interviene Ronald Van Steenweghen, senior portfolio manager di Degroof Petercam Am

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Dopo la vittoria di Trump, le attese per un’accelerazione del processo di normalizzazione della politica monetaria ultraespansiva negli Usa hanno fatto impennare i rendimenti dei treasury bond decennali al 2%. Cosa vi aspettate per il 2017 e quale potrebbe essere, a vostro giudizio, l’asset allocation della componente obbligazionaria adatta al nuovo scenario?

Dopo l’elezione di Trump come futuro presidente degli Stati Uniti, i mercati finanziari si sono concentrati abbastanza rapidamente sulle dinamiche inflazionistiche e sul programma di stimolo fiscale su larga scala introdotto nella sua campagna e confermato durante la sua prima apparizione pubblica. Mentre molti concordano sul fatto che la politica fiscale dovrebbe prendere il testimone dalla politica monetaria, resta da vedere che pacchetto, e in quale forma, sarà consegnato nei prossimi mesi. Dovremmo ricordare a tutti gli investitori obbligazionari che gran parte delle tendenze secolari che hanno causato il calo dei tassi di interesse a livelli storicamente bassi, non subirà un’inversione da un giorno all’altro.

Per il 2017 riteniamo che un’intelligente diversificazione globale, incluse alcune coperture lato tasso e credito che proteggano dai rischi di coda (che non si possono prevedere), offrirà agli investitori una soluzione in grado di accrescere il capitale. Abbiamo diversificato verso le obbligazioni globali inflation linked e regolato i pesi sui singoli paesi in base all’incidenza relativa del loro Pil (non in base alla capitalizzazione di mercato), in modo da avere un’esposizione maggiore all’inflazione e al contempo una duration significativamente inferiore. Segue una discreta esposizione a obbligazioni Investment Grade europee e statunitensi: le prime otterranno il sostegno della Bce attraverso il programma Cspp (Corporate Sector Purchase Programme), le seconde, che ricevono un’allocazione minore, offrono valore nel settore industriale e finanziario. Al fine di ottenere carry all’interno della nostra allocazione, investiamo in titoli di stato dei paesi emergenti in valuta locale.

Applichiamo un collaudato filtro di sostenibilità che mitiga il nostro profilo di rischio, e diversifichiamo all’interno del debito dei paesi principali e degli emergenti di frontiera, al fine di ridurre i rischi di correlazione. Completiamo la nostra diversificazione globale con un’esposizione limitata al settore europeo ad alto rendimento. La nostra analisi del credito ci consente di selezionare in maniera corretta e offrire rendimenti costanti. Optiamo per avere una minima esposizione al mercato high yield statunitense, considerate le elevate valutazioni. Nel corso del 2017, l’esposizione valutaria aumenterà il rapporto rischio/rendimento della vostra allocazione in obbligazioni. L’Usd è la nostra valuta preferita: gli investitori non dovrebbero cadere nella trappola di valore delle valute minori “sicure” come la corona norvegese, il dollaro australiano e lo zloty polacco. Le Banche centrali di questi paesi fisseranno i tassi a livelli che deprimono il valore della loro valuta rispetto ai principali partner commerciali del G3.

In Europa, nonostante gli acquisti di titoli di stato operati dalla Bce, gli effetti si sono fatti sentire sui rendimenti dei titoli di stato periferici. Il rendimento del Btp decennale è schizzato al 2% in poche sedute. Come valutate il mercato dei government bond europei? La Bce riuscirà ancora a pilotarne i rendimenti o l’onda d’urto proveniente dagli Usa sarà più forte di Draghi?

Gli spread dei bond governativi italiani sono cresciuti considerevolmente all’indomani delle elezioni negli Stati Uniti, sullo sfondo dell’assenza di novità interne. In aggiunta a ciò, gran parte delle variabili che correlano bene con gli spread italiani non hanno suggerito un incremento significativo della pressione: ad esempio, i finanziari hanno sovraperformato, i mercati azionari sono saliti e si è avuto un contesto generalmente di tipo “risk on”. Si ritiene che i mercati finanziari stiano considerando questo referendum qualcosa di diverso da quello che è, come il rapporto tra politica europea e populismo e il futuro dell’eurozona. Anche se importante per il futuro dell’Italia e dei suoi cittadini, riteniamo che la maggior parte dei potenziali risultati dopo l’esito del referendum saranno positivi per lo spread. In aggiunta, crediamo che la Bce asseconderà i mercati dei tassi di interesse dell’euro per un considerevole lasso di tempo, attraverso un proseguimento del programma di acquisto di asset.

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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