Dieci probabili effetti dei tassi negativi

A cura di Rocki Gialanella

Il team di Goldman Sachs ha individuato una serie di rischi legati alla persistenza di rendimenti obbligazionari prossimi allo zero o negativi

I tassi negativi sono già una realtà in Europa. L’effetto del Qe lanciato dalla Bce sui rendimenti dei bond si è fatto sentire e li ha pilotati verso nuovi minimi storici. Alcuni paesi- Germania, Finlandia, Belgio, Francia, Austria, Lussemburgo, Polonia e Spagna-, hanno già sperimentato rendimenti negativi per le proprie emissioni a tre e sei mesi. Tutto questo ha le sue ripercussioni sul mercato azionario, che ha beneficiato della spinta fornita dai flussi di liquidità che sono a caccia di rendimento.

Tuttavia, il team di Goldman Sachs sostiene che non è tutto oro quel che luccica e che esistono diversi fattori che possono mettere in pericolo il trend rialzista delle Borse.

1) La banca Usa avvisa che un mondo con tassi negativi è qualcosa di anormale. Il pericolo è che i tassi prossimi allo zero stiano supportando una serie di assets che registreranno forti cadute quando si avrà una normalizzazione della politica monetaria. La situazione attuale può produrre distorsioni nella corretta valutazione degli assets.

2) La compressione dei risk premium dei bond e il rialzo delle quotazioni delle azioni potrebbero offrire rendimenti esageratamente elevati in un breve lasso di tempo, influenzando negativamente la performance conseguita da altri assets.

3) I costi del debito sono storicamente bassi rispetto alle quotazioni delle azioni. Le aziende stanno accumulando un’enorme quantità di cash. Questo comportamento riflette l’elevata incertezza presente sui mercati. La crescita della liquidità accumulata dovrebbe alimentare le operazioni di fusioni ed acquisizioni, in particolare nel Vecchio Continente (come accaduto negli Usa durante i tre Qe messi a punto dalla Federal Reserve).

4) I tassi bassi implicano conseguenze negative per le banche e le assicurazioni, ma possono produrre effetti positivi per aziende di altri settori. Tra i settori più beneficiati troviamo telecomunicazioni, media ed utilities.

5) In un mondo con rendimento reali prossimi allo zero, la domanda di performance sarà sempre più difficile da soddisfare. In siffatto contesto Goldman giudica interessante puntare sui dividendi e consiglia società che stacchino cedole ragionevoli e siano propense ad incrementarle nel futuro.

6) Altre dinamiche considerate interessanti sono quella dei corporate bond considerati sicuri grazie alla stabilità dei flussi di liquidità delle aziende che li hanno emessi e quella delle società che hanno stabilizzato i propri dividendi.

7) Goldman inviat a non riporre eccessiva fiducia nella sostenibilità di lungo termine dei tassi di crescita delle aziende che sono uscite meglio dalla recessione. Non c’è alcuna certezza che tali ritmi possano essere mantenuti.

8) I volumi delle banche stanno migliorando ma Goldman crede che la compressione dei margini non trovi un’adeguata compensazione nell’incremento dei volumi.

9) Nel caso delle società assicuratrici, le prospettive sono migliori e l’entità crede che il settore continuerà a beneficiare della diversificazione geografica. Solo una piccola parte del settore è esposta ai prodotti a rendimento garantito, quelli che soffrono di più quando si verificano lunghi periodi di tassi bassi.

10) Infine, Goldman mette in guardia dai rischi che corrono le società alle prese con deficit previdenziali, che sono particolarmente vulnerabili ai tassi d’interesse negativi.

Rocki Gialanella
Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.