Disinvestiamo da area euro e ci spostiamo verso il Regno Unito

Il nostro punto di vista. L’asset allocation di Axa Investment Strategy

Manteniamo una view neutrale in tutte le asset class, nonostante un aumento della volatilità nel breve. I dati macro US sono ora meno favorevoli alle obbligazioni, ma i movimenti nell’Area Euro ci portano a riconfermare la posizione neutrale sul FI, incluso il credito. 

Le prospettive nel lungo per gli strumenti rischiosi non variano, la crescita prosegue e la liquidità resta ampia. 

L’imminente normalizzazione della politica monetaria di USA e Regno Unito resta generalmente negativa per il reddito fisso in un’ottica di lungo periodo.

Le prospettive di crescita US restano per lo più intatte, ma siamo convinti che il ritmo di crescita degli utili subirà un’ulteriore flessione. L’Area Euro dovrebbe crescere nettamente sopra l’1% ed essere favorita da una politica monetaria aggressiva. La maggiore volatilità e il clima di incertezza riguardo alla Grecia però ci portano a disinvestire, spostandoci verso il Regno Unito. 

Giappone: il ribilanciamento degli investitori istituzionali verso l’azionario, i multipli interessanti e l’accelerazione della crescita dei salari sono fattori positivi.

Il peggioramento della crescita e la volatilità degli FX suggeriscono una posizione sottopeso negli EM non asiatici. Rimaniamo sovrappeso negli EM asiatici, dove ulteriori misure di stimolo dovrebbero essere favorevoli. Il petrolio basso è un elemento molto favorevole.

I dati US sono contrastanti, ma per il momento i mercati hanno considerato il rallentamento del PIL del primo trimestre come fenomeno transitorio. Il ritorno del surprise gap in modalità espansiva e i segni di accelerazione della crescita dei salari (indice del costo dell’occupazione) ci inducono a suggerire una riduzione del peso dei Treasury, passando a sottopeso. 

La mancata corrispondenza tra domanda e offerta manterrà elevata la volatilità nel breve. Il QE della BCE continua a rappresentare un elemento di forte sostegno per tutti i titoli a reddito fisso dell’Area Euro. Siamo convinti che i livelli di fine anno saranno molto più bassi.

Il QQE XXL della BoJ manterrà i JGB a livelli bassissimi. 

Le aspettative inflazionistiche hanno iniziato a stabilizzarsi, in linea coi prezzi petroliferi. La dinamica inflazionistica negativa si stia per esaurire, riportando in primo piano le valutazioni.

Il QE avviato dalla BCE non ha ancora avuto l’effetto sperato sugli spread. Ribadiamo la nostra preferenza per il credito euro rispetto a quello statunitense 

L’aumento dei rendimenti richiede prudenza e selettività. High yield: Stati Uniti in vantaggio grazie alla solidità patrimoniale delle imprese.