Divergenza, tema chiave nel 2015

A cura di Stefania Basso

Commento settimanale sul mercato americano di Russ Koesterich, Global Chief Investment Strategist di BlackRock

La scorsa settimana i titoli hanno chiuso il 2014 e iniziato il nuovo anno con una nota debole. L’indice Dow Jones Industrial Average è sceso dell’1,18% e ha chiuso la settimana a 17.832 punti, l’indice S&P 500 ha perso l’1,39% a 2.058 punti e il Nasdaq Composite ha lasciato sul terreno l’1,56% a quota 4.726. Il rendimento del treasury decennale è sceso dal 2,24% al 2,11% e il prezzo è salito.

A livello globale emerge un tema molto importante: la divergenza tra le diverse regioni nel 2015.

Outlook USA solido, ma attenzione ad alcuni settori

L’economia americana sembra aver terminato il 2014 in positivo e gli indicatori chiave segnalano che la crescita dovrebbe continuare.

Il pil USA del terzo trimestre è stato corretto al rialzo al 5%, il ritmo migliore degli ultimi 11 anni. Gli indicatori prospettici inoltre indicano che lo slancio dovrebbe continuare. Il Chicago Fed National Activity Index (CFNAI)— indicatore con forte correlazione con la crescita futura – ha registrato di recente la miglior lettura degli ultimi otto anni.

La crescita solida fa aumentare gli utili delle aziende e generalmente supporta i titoli. Ma ci sono anche le eccezioni. In particolare potrebbe fare pressione sui titoli difensivi, molti dei quali hanno sovraperformato nel 2014.

Lo scorso anno il settore delle utility ha beneficiato del calo inatteso dei tassi di interesse. Nel 2015 i rendimenti potrebbero rimanere bassi ma si prevede qualche incremento dei tassi, un processo già iniziato per i treasury bond a breve termine. L’aumento dei tassi di interesse è negativo per le aziende che offrono dividendi, come le utility, dato che l’aumento dei tassi viene associato storicamente a valutazioni più basse.

Rischi in Europa e opportunità in Asia?

In Europa la situazione è molto diversa. I mercati devono fare i conti da un lato con le forze contrarie dell’aumento del rischio geopolitico e dall’altro con il potenziale al rialzo per l’ulteriore allentamento della BCE.

Il rischio geopolitico in Europa è incentrato di nuovo sulla Grecia, dato che il Parlamento non è riuscito a garantire la maggioranza necessaria per l’elezione di un nuovo presidente. Il 25 gennaio è prevista un’altra elezione, con il partito dell’estrema sinistra Syriza che rimane favorito. La possibilità di un ulteriore fermento politico ha fatto precipitare i titoli e le obbligazioni greche.

Per il momento il contagio di altri mercati è limitato. La tranquillità fuori dalla Grecia si basa soprattutto sulla fiducia nell’espansione del programma di acquisto degli attivi al debito governativo europeo da parte della BCE, nel tentativo di combattere la crescente minaccia deflazionistica.

In Asia l’attenzione è incentrata sul supporto alla crescita attraverso tutti i mezzi necessari e disponibili. In Cina ad esempio il supporto proviene da un ulteriore allentamento della banca centrale che ha contribuito a spingere il mercato al livello più elevato dall’ inizio del 2010. In Giappone l’enfasi è passata alle riforme strutturali. Il Governo giapponese sta programmando di dividere la Post Holdings Co in tre aziende quotate e di vendere le azioni in agosto. In questo modo verrà privatizzata la maggiore banca giapponese. Nel corso dell’anno assisteremo a maggiori riforme strutturali.

Temi di investimento per il 2015

Quali sono i temi chiave nel 2015? Primo, la relativa solidità economica e la politica monetaria meno accomodante negli USA contro l’indebolimento della crescita e una politica monetaria più aggressiva nel resto del mondo, con numerose implicazioni sugli investimenti, comprese le prospettive di un rafforzamento del dollaro. Se il dollaro dovesse continuare ad apprezzarsi, ciò potrebbe esercitare una maggiore pressione al ribasso sui prezzi delle commodity. La scorsa settimana il petrolio ha scambiato al livello minimo dal 2009 e il rame ha toccato il minimo degli ultimi quattro anni e mezzo.

Secondo, con le valutazioni già elevate e vulnerabili a eventuali aumenti dei tassi dei titoli difensivi, viene favorita una posizione più ciclica all’interno delle azioni americane. Ci sono ancora buone opportunità nelle aziende della “old technology” e in quelle finanziarie.

Infine, il consiglio è quello di mirare ai mercati spinti da venti favorevoli, sia sotto forma di stimoli monetari, sia sotto forma di riforme strutturali, che comprendono l’Asia sviluppata (come il Giappone) ma anche i mercati emergenti asiatici.