Dollaro sui minimi da 2 settimane

In mattinata occhi puntati sugli indici Pmi Servizi di Spagna, Italia e sulla lettura finale di marzo dello stesso dato in Francia, Germania, aggregato di Eurozona e Regno Unito. UniCredit

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Diversi gli appuntamenti in agenda oggi. In mattinata occhi puntati sugli indici
Pmi Servizi di Spagna, Italia e sulla lettura finale di marzo dello stesso dato in
Francia, Germania, aggregato di Eurozona e Regno Unito.

Per gli Stati Uniti in evidenza la bilancia commerciale di febbraio e i discorsi di diversi membri della Fed, tra cui Evans e Kaplan. La giornata culmina alle 20 ora italiana con la pubblicazione delle minute della Fed relative alla riunione di marzo.

Ieri la segretaria del Tesoro Usa Yellen ha spiegato che una ripresa rapida negli
Stati uniti sosterrà la crescita a livello globale ma che serve un ulteriore sforzo
per scrollarsi di dosso la debolezza portata alla luce dalla pandemia nel settore
finanziario non bancario e nelle reti di sicurezza sociale.

Yellen ha aggiunto di sperare che l’economia statunitense torni alla piena occupazione il prossimo anno. Sul fronte vaccini, il presidente Biden ha ricordato che negli Stati uniti oltre l’80% degli insegnanti e del personale scolastico ha ricevuto almeno una dose di vaccino sebbene le varianti del virus stiano provocando un incremento dei casi.

In Europa è attesa oggi o domani la conferenza stampa dell’Ema sulla sua
indagine sui casi di coagulazione del sangue nei vaccinati con AstraZeneca.

Il dollaro viaggia sui minimi da 2 settimane nei confronti delle principali
controparti in scia al calo dei tassi Usa. L’Eur/Usd scambia in zona 1,1870.

Sul fronte delle commodities, prezzi del greggio in lieve rialzo stamane sulle
prospettive di una solida ripresa dell’economia globale e sul calo delle scorte Usa
certificato ieri dai dati Api. Oggi i dati EIA. Il futures sul Brent guadagna lo 0,30%
a USD 63 il barile, al Nymex il Wti Usa +0,30% a USD 59,60. Oro e argento in
calo rispettivamente dello 0,16% a USD 1.740,25 per oncia e dello 0,36% a USD
25,137.

Stamane il Bund future giugno ha aperto in rialzo di 5 tick a 171,73, il Btp
future guadagna 4 bp a 149,00. Lo spread Btp/Bund riparte da 100 pts, con il
rendimento del nostro Btp decennale allo 0,66%.

Probabile che si concretizzi in giornata il lancio del Btp dual-tranche (il nuovo 50 anni con scadenza 1 marzo 2072 e la riapertura del 7 anni, 15 marzo 2028, cedola 0,25%) per cui ieri il Tesoro ha dato mandato a un pool di banche. Il Tesoro ha aggiunto che le aste a medio–lungo in calendario per martedì 13 aprile terranno conto di questa emissione.

Apertura poco mossa per le borse europee, con i principali indici EU e Piazza
Affari non lontane dalla parità a circa un’ora dall’apertura. Misti i titoli bancari,
in rialzo Atlantia, Buzzi Unicem, Nexi, Eni, Leonardo, Stellantis, Telecom e
Unipol. In calo invece Stm, Italgas, Ferrari, Interpump, Moncler e Prysmian.

Borse asiatiche contrastate stamane, con l’indice Nikkei della borsa di Tokyo
che chiude in rialzo dello 0,12%, Hong Kong cede l’1%, Shanghai perde lo
0,10%, Seoul +0,33% e Sidney +0,61%.

Migliora il leading index (indice anticipatore) in Giappone. Il dato è salito a quota 99,7 pts contro i 98,5 della passata lettura, centrando le attese del mercato. La banca centrale dell’India ha lasciato i tassi di interesse invariati al 4%, precisando inoltre che è stato deciso all’unanimità di estendere la politica accomodante fintanto sarà necessario per sostenere la crescita e continuare a farlo per mitigare l’impatto di Covid-19 sull’economia, assicurando che l’inflazione rimane all’interno del target in futuro.

Wall Street ha chiuso in lieve calo ieri, prendendosi una pausa nel rally che ha
portato lunedì gli indici azionari Dow Jones e S&P 500 a chiudere a nuovi valori
record. Il Dow Jones ha chiuso in calo dello 0,29%, S&P 500 -0,10% mentre il
Nasdaq ha ceduto lo 0,05%.

Attenzioni ieri sulla carrellata di annunci arrivati dal Fondo Monetario Internazionale, che ha rivisto al rialzo l’outlook sul Pil mondiale del 2021 dalla precedente crescita stimata a +5,5% nel mese di gennaio, a +6%. Per le economie dei paesi avanzati, il Fondo prevede un’espansione del 5,1%, e in particolare per gli Stati Uniti del 6,4%.

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