Dpam: “Le attuali aspettative dei mercati sull’Italia sono negative”

Dpam. Ronald Van Steenweghen, senior portfolio manager, interviene all’inchiesta di Fondi&Sicav sui bond a lunga scadenza

Ronald Van Steenweghen, Dpam

I titoli di Stato a lungo termine hanno offerto performance eccellenti da inizio anno. Quanto spazio di crescita credete che abbiano ancora alla luce delle ultime dichiarazioni della Bce e della Fed?

L’andamento dei titoli di Stato a lungo termine è stato sorprendente dall’inizio dell’anno. Alla fine del 2018 – c’era un consenso di mercato comune su rendimenti progressivamente più elevati e curve dei tassi di interesse più ripide. Chiaramente è accaduto il contrario. Il graduale ma significativo cambio di regime delle banche centrali da una politica monetaria restrittiva ad una politica monetaria più accomodante è stato un fattore trainante.

Questa risposta politica è tuttavia il risultato di un indebolimento ciclico delle prospettive di crescita globale, di una maggiore incertezza derivante principalmente dall’inasprimento della retorica sulla guerra commerciale e dall’applicazione arbitraria delle tariffe, ma anche di un calo sostanziale delle aspettative di inflazione. Quest’ultima è un po’ trascurata, ma costituisce un chiaro segnale d’allarme per le banche centrali che temono un de-ancoraggio delle aspettative inflazionistiche.

A oggi, i mercati finanziari prezzano già tagli dei tassi e persino qualche forma di ulteriore allentamento quantitativo da parte della Banca centrale europea. Le recenti comunicazioni della Fed e della Bce sembrano suggerire che ciò è altamente probabile, ma è necessario ricordarsi che la situazione di fondo sia negli Stati Uniti sia nell’area euro non sembra a oggi richiedere un eccessivo stimolo monetario.

Riteniamo pertanto che vi sia un limite al trend di riduzione dei tassi, soprattutto nell’area euro. Il posizionamento, le aspettative di mercato e il momentum sono chiaramente a favore di rendimenti più bassi, ma questo tipo di eccessi in genere possono invertirsi abbastanza bruscamente.

I Btp a lunga scadenza non sono riusciti a replicare le performance dei titoli di stato ‘lunghi’ emessi dagli altri Paesi dell’Eurozona. Credete che i Btp rappresentino un’opportunità in tal senso?

I titoli di Stato italiani hanno registrato un evidente ritardo rispetto a questa tendenza positiva. La politica interna è l’unico fattore di differenziazione. La fiducia degli investitori internazionali è stata intaccata dai vari episodi di inutili tensioni tra l’Italia e la Commissione Europea e all’interno della stessa coalizione politica in carica.

La mancanza di riforme danneggia la crescita potenziale, mentre altri Paesi come la Spagna, il Portogallo e la Grecia stanno beneficiando dei frutti delle riforme strutturali del passato. Questi ultimi Paesi hanno un impulso positivo sul proprio rating, mentre permangono dubbi – alquanto infondati – sulla sostenibilità a lungo termine e sullo status “ad alto merito creditizio” del debito italiano. Questo è tuttavia quello che preoccupa gli investitori e che è ben riflesso nei rendimenti attuali. In un contesto di rendimenti più bassi e di un riavvio di un programma di acquisti da parte delle Banche Centrali, il debito italiano dovrebbe registrare buoni risultati e la curva del Btp dovrebbe appiattirsi. L’ancoraggio su rendimenti più bassi ha un significativo impatto positivo sulla sostenibilità del debito a lungo termine e un effetto positivo anche sulla crescita economica.

Riteniamo che le attuali aspettative dei mercati sull’Italia siano molto negative e quindi i mercati potrebbero essere sorpresi quando i dati reali italiani verranno pubblicati nel corso dei prossimi mesi, con conseguente riduzione degli spread di credito. Questo scenario di base non tiene conto di cambiamenti significativi nella situazione politica interna che rimangono un punto fermo e difficile da valutare.

 

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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