Duccio Marconi di CheBanca!: «Siamo tra i migliori per crescita pro capite»

A metà del primo trimestre del 2020 sembrava che mantenere le strutture operative esistenti per le reti fosse quasi impossibile; poi con l’aiuto della tecnologia e in certi casi con molta fantasia a metà anno erano quasi tutti operativi a ottimi livelli. A questo punto, al termine dell’anno più difficile di tutta la storia della consulenza finanziaria, diventa estremamente interessante trarre un bilancio definitivo sui 12 mesi appena passati. Per CheBanca! risponde Duccio Marconi, direttore centrale rete financial advisor.

«A livello di numeri abbiamo registrato nel 2020 una raccolta netta di 1.100 milioni, che ci pone sul podio, a livello pro capite, con le migliori reti associate Assoreti, con un incremento dell’Aum del 32% rispetto all’anno precedente e l’ingresso di oltre  50 consulenti. Sono risultati interessanti alla luce anche del periodo e che confermano la bontà e l’apprezzamento del nostro modello. Rispetto a un anno fa, notiamo una differenza nell’attività di reclutamento:  entrano nel processo di selezione solo i professionisti davvero convinti del nostro  progetto, basato su pilastri chiave come l’open-architecture, i servizi ad alto valore e la piattaforma full digital, e meno spinti da pure motivazioni economiche».

E sul piano qualitativo che cosa ha cambiato l’anno appena trascorso?

«È innegabile che fin dalla sua nascita nel 2008 CheBanca! ha avuto un’impostazione multicanale. Con il passare del tempo e con il progredire della nostra crescita, abbiamo valorizzato progressivamente la tecnologia anche con una logica B2B (business to business), mettendola a disposizione della rete dei consulenti finanziari: ciò ci ha permesso di farci trovare preparati durante questa crisi, garantendo la continuità del servizio anche a supporto dell’attività relazionale. Sia il nostro back-office, che ha potuto lavorare da casa in telelavoro,  sia i nostri consulenti hanno continuato a operare normalmente con i clienti soprattutto grazie alla web e mobile collaboration, tant’è che oltre il 90% delle transazioni nella fase più acuta dell’emergenza, coincisa con il primo lockdown,  è avvenuta da remoto. La nostra offerta formativa e informativa è stata costantemente  erogata attraverso video,  web conference e l’utilizzo di social network, garantendo un’immediata e costante  comunicazione tra la direzione e i consulenti».

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