Due continenti a confronto

A cura di Stefania Basso

Outlook di investimento globale mensile del team Aberdeen Global Strategy

Nel primo mese dell’anno nuovo l’andamento dell’economia globale continua a mostrare i segnali di divergenza. I dati mostrano le marcate differenze tra l’economia dell’Eurozona e quella degli Stati Uniti.

Dopo mesi di deterioramento delle tendenze, l’Eurozona è entrata ufficialmente in deflazione a dicembre, quando il CPI headline è sceso dallo 0,5% a -0,2%. Le misure della BCE introdotte lo scorso anno per far fronte alla minaccia di una crescita bassa e alla deflazione non hanno prodotto ancora i risultati sperati ma i mercati nel frattempo hanno reagito positivamente alla recente manovra di QE della Banca centrale. L’ulteriore pressione proveniente dai prezzi dei petrolio, che in soli sei mesi sono scesi del 58%, passando da oltre 100 dollari al barile a meno di 50 dollari al barile questo mese, è andata ad aggiungersi ai timori di deflazione della regione. L’incertezza politica della regione (su tutti le elezioni in Grecia di fine gennaio) ha generato elevati livelli di volatilità sui mercati.

L’economia americana si trova invece in una situazione molto differente. I dati della disoccupazione di dicembre hanno rivelato che il 2014 ha segnato l’anno record della creazione di nuovi posti di lavoro dal 1999 e il tasso di disoccupazione complessivo è sceso al 5,6%, la metà rispetto al livello dell’eurozona. Anche se l’inflazione dei salari rimane debole e genera qualche preoccupazione, l’economia americana potrebbe crescere del 3,0% nel 2015 contro l’1,3% dell’Eurozona. Il calo dei prezzi del petrolio ha stimolato la spesa per i consumi USA. L’abbassamento dei prezzi del gas ha contribuito a generare fiducia nei consumi. Secondo l’indice elaborato dell’Università del Michigan la fiducia ha toccato il massimo degli ultimi sette anni. Nel corso dell’ultimo anno l’abbassamento dei costi del carburante e l’aumento di fiducia hanno fatto incrementare le vendite di automobili USA del 13% anno su anno.

In una recente ricerca Oxford Economics ha indicato che 18 nazioni esportatrici di petrolio su 20 fanno parte dell’OPEC o sono paesi emergenti mentre i paesi avanzati sono perlopiù importatori netti. Secondo le loro proiezioni per il 2015-2016, i tassi di crescita del pil di Russia, Arabia Saudita e Norvegia subiranno il maggior impatto negativo, mentre a beneficiarne maggiormente saranno Cina, India e Stati Uniti.

Per quanto riguarda l’outlook 2015 gli Stati Uniti guideranno l’economia globale e il Regno Unito realizzerà un rendimento solido. Si stima un rialzo dei tassi di interesse USA entro il secondo trimestre del 2015 mentre in UK l’aumento avverrà entro il quarto trimestre dell’anno. Il principale rischio delle previsioni UK è rappresentato da un possibile ulteriore calo dell’inflazione, che potrebbe ritardare l’aumento dei tassi soprattutto se l’Eurozona dovesse entrare in piena deflazione. Il Regno Unito sta attraversando anche una fase di incertezza politica, con le elezioni generali previste per il prossimo 7 maggio e la possibilità di un referendum sulla permanenza del Regno Unito nella Comunità europea. L’Eurozona e il Giappone dovrebbero realizzare rendimenti moderati nel 2015 grazie all’abbassamento dei costi dell’energia ma anch’essi si troveranno ad affrontare qualche rischio politico. La crescita potrebbe calare in Medio Oriente mentre i paesi che importano petrolio, come l’India, trarranno beneficio dall’abbassamento dei prezzi.

Nel quarto trimestre dello scorso anno gli esperti di Aberdeen AM hanno ridotto il sovrappeso delle azioni a causa dei timori di maturazione del mercato azionario. Questo mese il team di Aberdeen mantiene le sue posizioni e predilige ancora le azioni rispetto a reddito fisso e liquidità.

Stefania Basso
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.