Dws: “India e Thailandia da sovrappesare”

Sean Taylor, chief investment officer Apac di Dws, interviene all’inchiesta di Fondi&Sicav sui mercati azionari asiatici

“I mercati asiatici offrono buone opportunità per il futuro”. Sean Taylor, Dws

Ritenete che il recente calo registrato dalle principali Borse  asiatiche rappresenti un campanello d’allarme per gli investitori?

L’indice Msci All Countries Asia Excluding Japan è finora solo nella fascia media dei valori a una cifra, eccezion fatta per l’indice Csi 300 che a oggi è aumentato di oltre il 27%. I mercati asiatici dopo il buon andamento nei primi quattro mesi dell’anno hanno perso forza durante l’estate. L’escalation della guerra commerciale, la protesta a Hong Kong, la crescita più debole e il calo degli utili sono stati i motivi principali. I mercati asiatici hanno avuto un agosto migliore e continuano a mostrare forza a settembre a causa di un mercato Us in ribasso, minori aspettative dei tassi americani e un maggiore aiuto da parte del governo cinese per la loro economia.

Nel breve termine, il vero vento contrario per i mercati asiatici è l’incertezza sulla guerra commerciale. Tuttavia, continuiamo ad apprezzare i mercati asiatici nel medio termine e siamo in attesa di aumentare le posizioni in Asia, in particolare quando intravediamo un rallentamento del downgrade degli utili. 

Le azioni asiatiche sono scambiate a un livello basso rispetto sia alla valutazione storica sia ad altri mercati. Inoltre, i bilanci delle società sono migliorati. L’indebitamento netto delle società asiatiche è inferiore rispetto ad altre aree. Con il miglioramento della qualità degli asset, la solidità dei fondamentali del credito e differenziali di rendimento attrattivi e valutazioni azionarie interessanti rispetto ad altri mercati sviluppati, riteniamo che i mercati asiatici offrano buone opportunità di investimento per il futuro.

Attualmente siamo sovrappesati in India e Thailandia, neutrali in Indonesia e Cina, e sottopesati in Corea, Taiwan e nel resto del Sud-Est asiatico. In Asia ci concentriamo sui realtà nazionali, evitando i settori tecnologici e industriali.

Quanto possono pesare le scelte cinesi in materia di svalutazione dello  yuan e di allentamento della politica monetaria sul futuro dei listini  azionari dell’area Asia-Pacifico?

Prevediamo che il Pil cinese crescerà del 6,2% nel 2019 e del 6% nel 2020. Anche se i settori dei servizi resistono abbastanza bene, i dati sulla produzione delle Pmi e i dati di produzione industriale stanno peggiorando.

Prevediamo che il Cny vs Usd sarà di circa 7,1, con qualche scostamento dovuto alle incertezze sulla negoziazione commerciale in corso e alla debolezza del mercato in export. Tuttavia, non ci aspettiamo che il renminbi si deprezzerà in modo significativo nel corso delle trattative. La stabilità valutaria rimane una parte importante di qualsiasi accordo tra Stati Uniti e Cina.

Data la debolezza economica e il quadro di inflazione attenuato, è probabile che la Cina mantenga una politica monetaria più accomodante. La Cina ha abbassato il suo Rrrr sei volte dall’inizio del 2018. Riteniamo che la Cina continuerebbe a immettere liquidità nel mercato tagliando il Rrrr. Poiché la Fed statunitense sta cambiando la sua politica monetaria, ci aspettiamo anche che nei prossimi mesi la Banca Popolare Cinese ridurrà il tasso di prestito.

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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