Dws: “Titoli Tesoro Usa da preferire rispetto a quelli area euro”

Joern Wasmund, head of Fixed Income di Dws, interviene all’inchiesta di Fondi&Sicav dedicata ai government bond area euro e Usa

Dr. Jörn Wasmund, Dws

Dopo la corsa al rialzo delle quotazioni degli ultimi mesi e alla luce delle ultime decisioni della Bce e la Fed, credete che i government bond dell’area euro e degli Usa abbiano ancora spazio per un ulteriore incremento delle quotazioni?

In questo momento non ci aspettiamo variazioni significative dei prezzi dei titoli di Stato. Un ulteriore aumento dei prezzi dipenderà in ultima analisi dalla crescita economica. Se ci avviamo verso una recessione, il rallentamento della crescita innescherà un nuovo allentamento della politica monetaria, spingendo i tassi più in basso e i prezzi dei titoli di Stato più in alto. Le aspettative di inflazione e l’inflazione come secondo fattore chiave sui tassi di interesse sembrano contenute e meno rilevanti.

La crescita economica alla fine dipenderà dall’esito del conflitto commerciale Usa-Cina, dalla crescita cinese e da come si svolgeranno le sfide globali in Iran e nel Regno Unito. Negli Stati Uniti non ci aspettiamo un’ulteriore escalation del conflitto commerciale e quindi non prevediamo una recessione per il prossimo anno. Il 2020 è un anno di elezioni e Donald Trump è fortemente incentivato a proteggere la crescita negli Stati Uniti. La Fed sembra anche meno disposta ad agire in modo aggressivo. Ci attendiamo altri due tagli nei prossimi dodici mesi.

In questo contesto, pensiamo che i treasury Usa a dieci anni tra un anno saranno negoziati a circa l’1,75% e che il margine per aumenti significativi del prezzo delle obbligazioni sia limitato. Tuttavia, i treasury a più lunga durata dovrebbero essere l’elemento di un portafoglio diversificato come copertura contro la recessione e i timori di recessione del mercato. La rinascita di questi timori potrebbe portare a vedere i minimi a cui abbiamo assistito all’inizio di settembre.

Il mercato dei titoli di Stato in Europa è fortemente dominato e distorto dalle azioni della Banca centrale europea. Con l’attuale politica monetaria con un tasso di deposito di -50 bps, reinvestimenti annuali di bilancio di circa 250 miliardi di euro e ulteriori acquisti pari a 20 miliardi di euro al mese, la Banca centrale europea acquisterà ogni mese circa 40 miliardi di euro di eligible assets, il che dovrebbe limitare il calo dei prezzi delle obbligazioni.

C’è un enorme dibattito su quanto la Bce possa spingere ulteriormente i tassi passivi e i tassi di interesse più lungo verso il basso. Le più recenti dichiarazioni dei membri del consiglio direttivo della Bce e l’introduzione di un “tiering” ci indicano che la Bce ha rivalutato le conseguenze dei tassi negativi sulle banche e sul sistema finanziario e sarà più restia a variare il tasso sui depositi a un livello significativamente inferiore o addirittura sotto al -1%.

Nel complesso, ci aspettiamo che i titoli di Stato tedeschi a dieci anni resteranno in territorio negativo più a lungo; e dovrebbero essere negoziati in un intervallo compreso tra -70 e -30 bps nell’arco di un anno.

Quali tipologie di government bond delle due aree (Eurozona ed Usa) preferite ospitare in portafoglio in questa fase e per quali ragioni?

Questo dipende dalle caratteristiche dell’investitore. Per un investitore che predilige la diversificazione e in particolare a livello globale, preferiamo i titoli del Tesoro Usa rispetto a quelli dell’area euro, perché gli investitori ricevono regolarmente il pagamento delle cedole e i titoli del Tesoro Usa (in Usd) offrono una migliore protezione dalla recessione e hanno un potenziale di rialzo maggiore rispetto ai titoli di Stato tedeschi, francesi o spagnoli.

In generale non credo che gli investitori retail che hanno come alternativa quella di mettere il denaro in un conto bancario con interessi non negativi debbano possedere titoli di Stato a rendimento negativo e speculare sugli aumenti di prezzo. Detenere titoli del Tesoro statunitense è problematico anche perché espone gli investitori europei al rischio di cambio.

Per gli investitori retail con una tolleranza più alta al rischio rispetto ai titoli di Stato, prediligiamo un portafoglio diversificato con obbligazioni Investment Grade Corporate europee o di agenzie. Aumentando ulteriormente il rischio, consideriamo opportunità interessanti il debito – denominato in euro – di Paesi come la Russia o gli High Yield Europa.

 

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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