Economia britannica in buona salute

L’analisi di Chris Iggo, Chief Investment Officer di Axa IM,  sulle prospettive del mercato obbligazionario, con un focus particolare sulla Gran Bretagna

axaim

La Gran Bretagna è in ottima forma, almeno in base ai risultati ottenuti ai Giochi Olimpici. Ma anche l’economia non sembra poi messa così male. Le condizioni finanziarie appaiono alquanto favorevoli e i pochi dati che sono stati pubblicati dopo il referendum sulla Brexit sono sorprendentemente al rialzo.

La flessione del tasso di cambio in genere è un fattore positivo per l’economia britannica. Se contribuirà al rafforzamento della crescita nel breve termine e il nuovo Cancelliere partirà col piede giusto, allentando la politica fiscale, i rendimenti obbligazionari potrebbero tornare a salire quanto prima. Stiamo a vedere cosa annuncerà il governo in autunno, ma potremmo assistere a un allentamento della politica fiscale nel Regno Unito che potrebbe bloccare la discesa dei rendimenti intorno ai livelli attuali. I fattori tecnici continuano ad essere molto favorevoli nel mercato obbligazionario, ma le valutazioni sono imprevedibili. Se la politica cambierà anche solo di poco, potremmo finalmente assistere a un’inversione di tendenza nel prolungato calo dei tassi d’interesse.

In altri segmenti del mercato obbligazionario si possono ottenere rendimenti potenzialmente più alti aumentando il rischio. Mentre i mercati high yield presentano valutazioni ottimali, le obbligazioni a più basso rating B e CCC offrono rendimenti scioccanti, circa il 13% negli Stati Uniti e in Europa per le obbligazioni CCC. Ma attenzione, si tratta di strumenti rischiosi. Il tasso di insolvenza previsto è molto più alto rispetto al resto del mercato high yield. Secondo Standard & Poor’s, il tasso di insolvenza medio a lungo termine per le obbligazioni societarie americane con rating CCC e inferiore è del 25% rispetto al 3,8% dei titoli B. Al momento, il settore petrolifero rappresenta ancora la maggior parte del rischio di insolvenza. Tuttavia, con un aumento del prezzo del petrolio oltre i 50 dollari al barile, i rendimenti intorno al 19% nel breve termine per il settore CCC sul mercato Usa dovrebbero attirare gli investitori a caccia di profitto, almeno nel breve periodo, a fronte della costante accelerazione del mercato.

Paola Sacerdote
Nata a Milano ma cresciuta a Ivrea, patria del sogno olivettiano di cui ho visto il triste tramonto, ho studiato Scienze Politiche all'Università degli Studi di Milano. Dopo una esperienza nel mondo della finanza come consulente, oggi collaboro a tempo pieno con il gruppo FONDI&SICAV.
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