Edmond De Rothschild AM: “Bene gli high yield Usa con duration breve”

Raphaël Chemla, head of High Yield & Financial Debt di Edmond de Rothschild Asset Management, chiude l’inchiesta di Fondi&Sicav sulle obbligazioni high yield americane

EDR

L’inflazione Usa mostra segni di ripresa e il rendimento nominale dei Treasury non offre protezione agli investitori. Molti indicano gli Hy bond come possibile soluzione al problema di ottenere rendimenti obbligazionari tali da far fronte all’incedere dell’inflazione. Pensate che il segmento sarà in grado di offrire rendimenti reali interessanti?

Il programma di rialzo dei tassi da parte del Fed nel 2017 è ormai chiaro (un aumento a marzo e tre nell’intero anno in corso) e incide sulla curva dei rendimenti Usa. Notiamo da inizio marzo un irripidimento della curva e i titoli di Stato Usa a dieci anni si attestano intorno al 2,65%. Questi movimenti della curva hanno già impattato gli high yield Usa, in particolare sulla parte a lungo termine della curva.
Osservando attentamente i bond high yield Usa e il loro rendimento per categoria noteremmo che quelli classificati con giudizio BB in media hanno un rendimento alla scadenza del 5%, quelli classificati con B del 6,3% mentre i CCC registrano +10,6% alla scadenza. L’impatto dell’aumento dei tassi è più forte per i bond high yield BB rispetto alle altre classi di attivo a causa della duration dello spread.
Se guardiamo indietro in termini di performance annua, troviamo rendimenti eccezionali per l’intera classe di attivo (11% per BB, 16% per B e 42% per CCC, guidati principalmente dalla ripresa dei prezzi delle materie prime, data la forte esposizione dell‘high yield Usa verso il settore).

Sul fronte economico, il mercato prevede un aumento dell’inflazione, una crescita solida, un sentiment robusto, condizioni finanziarie agevolate e la possibilità di stimoli fiscali nel 2018. L’aumento dell’inflazione ha implicato un incremento del rendimento. La solida crescita genererà un restringimento dello spread sul mercato del credito. Ma il ritardo della Trumpnomics potrebbe deludere. I prezzi del petrolio hanno avuto una forte influenza sui bond high yield americani negli ultimi 18 mesi. Gli eventi recenti sulla curva e i prezzi del petrolio hanno provocato volatilità sul mercato e ingenti disinvestimenti da inizio mese.

Che cosa possono aspettarsi gli investitori dal mercato high yield Usa nei prossimi mesi? Quali sono a vostro avviso i rischi maggiori e su quali duration ritenete opportuno focalizzarvi in vista delle prossime decisioni della Fed e della Trumpnomics? 

A marzo prediligiamo una duration breve degli high yield Usa per sfuggire alla volatilità del mercato obbligazionario e preferiamo evitare i bond legati al petrolio a causa della volatilità di questo settore, dopo l’ultimo anno di ripresa. Rimarremo, come la Fed, attenti ai dati. Ci focalizzeremo sulle implementazioni del programma di Trump. Ma non dimenticatelo, se siete investitori europei il costo della copertura si aggira intorno ai 160 punti base.

Stefania Basso
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.