Effetto Qe sugli euro corporate bond

A cura di Rocki Gialanella

La BCE non ha ancora avviato il piano di espansione quantitativa e quando lo fara’ non comprera’ titoli societari. Tuttavia, questo non ha impedito un calo dei rendimenti dei corporate bond emessi dalle aziende europee. La view del WSJ

Alla chiusura delle negoziazioni di martedì, i bond denominati in euro emessi dal gigante elvetico Nestlè aventi scadenza nel 2016 registravano un rendimento negativo (-0,002%). Le obbligazioni con scadenze comprese tra il 2016 e il 2017 emesse da aziende europee dotate di un’elevata affidabilità creditizia come la farmaceutica Novartis, il gruppo chimico Basf e la petrolifera Royal Dutch Shell hanno chiuso le negoziazioni con rendimenti prossimi allo zero.

Il dato non dovrebbe sorprendere più di tanto perché, per esempio, Nestlè ha la stessa affidabilità creditizia della Francia e, in questa fase, il debito pubblico dell’eurozona offre interessi negativi. L’effetto più evidente dell’annuncio della Bce si è visto sui bond dal rating BB, quelli immediatamente al di sopra dei junk bond. Quest’ultimo effetto potrebbe rappresentare un’opportunità per gli investitori perché del gruppo BB fanno parte grandi società, caratterizzate da modelli di business internazionali e da un trend in miglioramento dei rispettivi rating. Stando alle rilevazioni effettuate da Barclays, gli acquisti di titoli di società non finanziarie con rating BB sono stati tali da provocare una riduzione del rendimento medio al 2,6%.

Questa situazione implica che i bond BB offrano una copertura migliore nei confronti di potenziali perdite rispetto a quelli provvisti di rating più elevati. Per questi ultimi, i rendimenti sono talmente bassi che andrebbero incontro a sensibili perdite sui prezzi in caso di cambio delle aspettative monetarie. Paradossalmente, l’interesse per i corporate bond di minore qualità è stato talmente intenso da portare benefici anche alle emissioni di società europee dalle conclamate difficoltà (è questo il caso della britannica Tesco e della francese Aveva).

Secondo il Wall Street Jounal, il mercato sta scontando il lancio del Qe come un’opportunità per investire in titoli di società a basso rating, puntando sul fatto che le decisioni della Bce potrebbero comportare un miglioramento del livello di affidabilità creditizia di queste imprese. Diverso è il caso degli High Yield Bond: è probabile che l’influenza della Bce non arrivi ad influenzare più di tanto il 6,3% medio offerto dai bond B e il 9,6% di quelli CCC.

Per il quotidiano Usa, le aziende con rating BB hanno modelli di business più solidi e presentano un minor livello di indebitamento, pertanto, appare più probabile che riescano a far fronte ad uno scenario di bassa crescita e bassa inflazione. Il campo di azione della Bce potrebbe essere decisivo per far si che i possessori di bond BB traggano notevoli vantaggi nel 2015.

Rocki Gialanella
Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.