Effetto Trump sui portafogli

Effetto Trump sui portafogli. L’inchiesta mensile realizzata da BoAML evidenzia che il 65% dei gestori si aspetta un irrigidimento della curva dei rendimenti nei prossimi dodici mesi

Il mercato interpreta l’arrivo di Donald Trump alla Casa Bianca come l’inizio di una stagione di inflazione e crescita per gli Stati Uniti. Stando ai risultati dell’ultima inchiesta a cura di Bank of America Merrill Lynch, elaborata nel periodo 9-14 novembre (quando erano già noti i risultati delle elezioni presidenziali Usa), l’85% dei gestori (rispetto al 70% del mese precedente) di gestori di fondi intervistati ritiene possibile un’accelerazione dell’inflazione.

La promessa di adottare politiche fiscali aggressive ha alimentato le aspettative d’inflazione. Questo tipo di scenario implica un quasi certo irrigidimento della curva dei rendimenti nei prossimi dodici mesi. Il 65% degli interpellati ritiene molto probabile l’impennata del curva dei rendimenti (rispetto al 31% della precedente rilevazione). Si tratta del cambiamento più drastico rilevato, in termini percentuale su base mensile, da quando viene realizzata l’inchiesta.

L’arrivo di Trump ha risvegliato anche i fantasmi per l’arrivo di un periodo di stagflazione: il 22% del campione sostiene che sia possibile l’inizio di una fase caratterizzata da prezzi al consumo in aumento e crescita economica inferiore alle attese. Anche in questo caso, la percentuale a favore di questo fenomeno è la più alta mai rilevata finora.

Le attese per un rialzo dei tassi d’interesse hanno convinto molti esperti a esprimere un giudizio underweight sul reddito fisso, anche se la quota del campione favorevole a un ridimensionamento del peso delle obbligazioni è passata dal 50% della rilevazione di ottobre al 48% di quella di novembre. Questo si spiega con il rialzo dei rendimenti registrato nelle ultime settimane (trend che ha convinto una parte degli intervistati a ipotizzare che il mercato abbia già scontato gli effetti dell’aumento del costo del denaro che la Federal Reserve dovrebbe applicare a dicembre).

In tutti i casi, le chance di assistere a un tracollo del mercato obbligazionario in caso di stagflazione rappresentano il maggiore rischio per gli investitori e i propri portafogli. Altri rischi potenziali riguardano la salute delle banche e la debolezza della divisa cinese.

Sul versante azionario si è verificata una riduzione dall’11% all’8% della percentuale di esperti a favore di un giudizio overweight. Tuttavia, la quota di gestori a favore di un sovrapeso del mercato Usa è scesa dal 7% al 4%. Al contrario, la quota di esperti favorevoli a un sovrapeso delle azioni europee è passata dal 5% di ottobre all’8% di novembre.

Il livello di liquidità all’interno dei portafogli è sceso dal 5,8% al 5%, la maggiore contrazione mensile dal 2009, in scia alle attese per un’accelerazione della crescita economica mondiale.

Le attese per le politiche di Trump hanno provocato un terremoto nei mercati emergenti. Un aumento dell’inflazione potrebbe convincere la Fed ad accelerare il ritmo di incremento del costo del denaro. La forza del dollaro vista nelle ultime settimane rappresenta un serio rischio per questa parte di mondo (che ha un elevato debito denominato in usd). Il risultato più immediato di questo nuovo contesto è stato il crollo dal 31% al 4% dei gestori che si esprimono a favore di un sovrapeso di quest’asset.

A livello settoriale, la vittoria di Trump ha accelerato al rotazione già in essere verso il settore tecnologico e quello bancario. L’esposizione al settore finanziario ha raggiunto i massimi degli ultimi 16 mesi (25% dei gestori). Trump punta a sopprimere la legge Dodd Frank, introdotta dall’amministrazione Obama, che mirava a proteggere il risparmiatore e disincentivare l’assunzione di rischi da parte delle entità bancarie. Un altro settore sotto i riflettori è quello farmaceutico, che potrebbe trarre vantaggio dal ridimensionamento dell’Obamacare.

Tra i settori più danneggiati dall’arrivo di Trump troviamo le utilities. Su di esso pesa la scarsa propensione mostrata da Trump per lo sviluppo delle energie rinnovabili e la rotazione dei portafogli verso società difensive o cicliche.

Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.
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