Elezioni: Olanda non spaventa mercati. Vero banco di prova la Francia

Quale sarà l’impatto potenziale delle elezioni olandesi sui mercati finanziari? Il commento di NN Investment Partners

Domani in Olanda si terranno le elezioni generali di 150 membri della Camera dei Rappresentanti (la “seconda camera”). Saranno le prime di tre (probabilmente quattro se anche l’Italia dovesse decidere di andare al voto anticipato quest’anno) nell’Unione Europea, seguite da quelle francesi (ad aprile/maggio) e da quelle in Germania (a settembre).

Poiché il partito nazionalista olandese e anti-euro di Geert Wilders – il Partito per la Libertà (PVV) – è in testa nei sondaggi e potrebbe diventare il singolo partito con più seggi nella Seconda Camera olandese, molte persone temono che l’esito di queste elezioni possa rafforzare ulteriormente l’ondata di populismo e protezionismo che si sta diffondendo a livello globale. Ciò inoltre, siccome il primo round delle elezioni francesi si terrà poco più di un mese dopo, potrebbe rafforzare la popolarità della sua simpatizzante francese Marine Le Pen del Fronte Nazionale, e ciò metterebbe ancora più benzina sul fuoco del crescente populismo anti Ue.

Rischio che l’Olanda lasci l’euro resta debole

Il rischio politico in Europa si traduce sostanzialmente nel rischio che partiti populisti come il PVV di Wilders o il Fronte Nazionale di Le Pen indicano e vincano un referendum sulla permanenza nell’Unione Europea o sull’abbandono dell’euro. Entrambi i partiti hanno richiesto referendum di questo genere. Tuttavia è molto improbabile che Wilders possa ottenere la maggioranza nella Seconda Camera. Il suo partito probabilmente non diventerà neanche parte del nuovo gabinetto olandese, in quanto altri leader politici come l’attuale primo ministro e leader del Partito Popolare per la Libertà e la Democrazia, Mark Rutte, hanno già escluso l’ipotesi di formare un governo con loro.

E’ improbabile pertanto che a breve venga indetto in Olanda un referendum sulla “Nexit”. Una posizione molto più forte del PVV potrebbe portare un tale referendum più vicino, ma si tratterebbe di una lunga battaglia politica, che coinvolgerebbe entrambe le Camere del Parlamento. Attualmente, un referendum consultivo è possibile solo su misure legislative approvate ma non ancora esecutive. Ciò esclude ovviamente la questione dell’appartenenza dell’Olanda all’Ue. Un referendum consultivo al riguardo avrebbe bisogno di una maggioranza assoluta in entrambe le Camere del Parlamento.

Più impatto sul mercato dalle elezioni francesi

A nostro avviso le elezioni olandesi non avranno un impatto significativo sui mercati finanziari, a prescindere dal risultato. Tuttavia giocano comunque un ruolo all’interno di un quadro più ampio caratterizzato da un crescente populismo anti-Ue, in vista delle elezioni che seguiranno in Francia, Germania e in Italia. Qualora Le Pen dovesse vincere il secondo round delle elezioni francesi, questo esito avrebbe un impatto ben più grande sui mercati. Attualmente i sondaggi indicano che potrebbe vincere il primo turno, ma che avrebbe poche possibilità di vincere il secondo. Pertanto, una vittoria simile sarebbe un rischio di coda, ma come ci ha insegnato il 2016 i rischi più improbabili a volta si trasformano in realtà.

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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