Elezioni Turchia, Governo di coalizione positivo per economia?

Commento sulle elezioni in Turchia a cura di Eli Koen, Head of Turkish Equities di Union Bancaire Privée – UBP

Le prime reazioni al risultato delle elezioni in Turchia, potrebbero essere negative a causa delle esperienze passate. Da un lato, infatti, la Turchia ha assistito a una crescita economica molto volatile, con boom e cali, tra il 1991 e il 2002, quando il Paese era guidato da un Governo di coalizione. Dall’altro, la crescita economica è stata maggiore nei periodi caratterizzati da Governi monocolore. Una coalizione, quindi, è vista negativamente dai mercati in termini di prospettive economiche. Inoltre, ci sarà incertezza laddove i membri della coalizione dovranno accordarsi su ogni emendamento della Costituzione per cambiare, in futuro, il sistema parlamentare della Turchia in uno presidenziale, fattore che suggerisce un referendum nei prossimi mesi. Per via di queste preoccupazioni e incertezze, ci aspettiamo che all’inizio il mercato azionario reagirà negativamente, anche se non in maniera eccessiva, poiché i mercati avevano già iniziato a scontare la possibilità di una coalizione in seguito ai sondaggi elettorali. E’ proprio questo, infatti, il motivo per cui l’indice BIST100 è calato bruscamente, dagli 88.652 del 18 maggio agli 81.943 di venerdì scorso, mentre l’indice MSCI Turkey, in questo stesso periodo, ha registrato una sottperformance del 2% rispetto ai peer.

La performance di medio periodo dipenderà dalle scelte di Governo in materia economica

A nostro avviso il rallentamento economico della Turchia è stato uno dei principali motivi alla base del calo dei consensi per il Partito per la giustizia e lo sviluppo (Akp) di Erdogan. Pertanto, entrambi i partner della coalizione andrebbero meglio alle prossime elezioni, se riusciranno a rilanciare l’economia. Dato che non sono previste elezioni per i prossimi 4 anni, il Governo di coalizione potrebbe avere il tempo e una grande opportunità per concentrarsi su riforme importanti per risolvere problemi di lunga data, come un’inflazione persistente e un forte disavanzo delle partite correnti. La scelta di un team in grado di gestire l’economia del Paese sarà accolto positivamente dal mercato.

Un Governo di coalizione non è necessariamente dannoso per l’economia

L’economia turca ha riportato un tasso di crescita annuale composto del PIL (CAGR) del 3,2% nei periodi di coalizione, tra il 1991 e il 2002, ma il CAGR è stato del 4,7% nei periodi di Governo monocolore, tra il 2003 e il 2014. L’economia turca, quindi, ha mostrato una crescita discreta sebbene volatile, anche nelle fasi di coalizione. Inoltre, è troppo complicato stimare la quantità di fattori esterni che hanno avuto un impatto sulla crescita complessiva del PIL durante questi periodi, dato che la Turchia ha attuato importanti riforme strutturali negli ultimi anni per integrare ulteriormente la sua economia con il sistema globale. E’ da notare, poi, che il totale del commercio internazionale della Turchia,  come percentuale del PIL è stato in media del 18% nel corso 1991-2002, ma del 50% tra il 2003-2014. Le prospettive dell’economia mondiale, quindi, potrebbero avere un impatto maggiore sulla performance complessiva della Turchia.

Di recente, sono state espresse preoccupazioni circa la mancanza di pesi e contrappesi nel Paese, in quanto il partito di Erdogan aveva il controllo di quasi tutte le istituzioni. Un Governo di coalizione, quindi, renderebbe possibile la coesistenza di diversi punti di vista e ciò costituirebbe un altro passo in avanti per la Turchia, nel raggiungere uno stile politico democratico di tipo occidentale. Nel frattempo, il Partito democratico del popolo (Hdp) è entrato in Parlamento, per cui vi è una rappresentanza più ampia dell’elettorato. Ci aspettiamo, pertanto, un approccio attivo da parte del Parlamento per il processo di pace in corso in Turchia, che fondamentalmente dovrebbe risolvere i problemi politici nella parte sud-est del Paese. Una Turchia più democratica potrebbe essere positiva nel lungo periodo anche per la crescita economica.

A nostro avviso, in Turchia, le dinamiche positive di lungo termine non dovrebbero cambiare considerevolmente, solo per via del tipo di Governo. Con una popolazione giovane e cifre pro capite basse per molte voci, il mercato interno turco offre elevate opportunità di crescita. Inoltre la posizione geografica del Paese, collocato a metà strada tra l’Europa e l’Asia, presenta un forte potenziale per l’export di incrementare la crescita economica complessiva. Inoltre, essendo uno dei principali Paesi importatori di petrolio, le dinamiche della bilancia commerciale dovrebbero trarre vantaggio, nel breve periodo, dal calo dei prezzi del settore energetico.