Epsilon Sgr: “Appetibili le obbligazioni in valuta locale”

Luca Sibani, responsabile Investimenti Discrezionali e Total Return di Epsilon SGR, risponde alle domande di Fondi&Sicav sul debito governativo emergente 

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Gli Em bond in valuta forte, in valuta locale e societari hanno generato rendimenti totali praticamente identici nel 2016. In quali bond governativi – in valuta locale e in valuta forte – emessi dai paesi emergenti ritenete sia possibile trovare del valore in uno scenario internazionale in cui le scelte politiche nei paesi industrializzati potrebbero avere impatti considerevoli sull’andamento del mercato valutario?

Il 2016 è stato un anno particolarmente favorevole per le obbligazioni emergenti. La stabilizzazione dei prezzi delle materie prime, in particolar modo quello del petrolio, la ricerca di rendimento e la ripresa dell’attività economica globale hanno consentito all’asset class obbligazionaria emergente di attrarre importanti flussi di investimento. L’entusiasmo per i bond emergenti ha continuato a manifestarsi, attraverso sottoscrizioni di fondi dedicati, anche nelle prime settimane del nuovo anno sebbene il profilo rischio rendimento sia, al momento, modesto ed è poco probabile che i risultati dello scorso anno possano ripetersi nel 2017. Per i titoli in valuta forte, la riduzione degli spread degli ultimi dodici mesi li ha resi più sensibili alla risalita dei tassi americani. Più interessanti invece sono le obbligazioni in valuta locale. Buona regola nell’esposizione a obbligazioni emergenti è quella della diversificazione per poter diluire potenziali sorprese negative. Nel 2016 ad esempio, le obbligazioni in valuta locale di Turchia e Messico hanno generato performance negative a dispetto del buon andamento dell’indice di mercato. Entrambi i paesi non godono di fondamentali economici solidi e l’ascesa di Trump nel caso del Messico o gli attentati e il colpo di stato nel caso della Turchia li hanno penalizzati ulteriormente. Le obbligazioni in lire turche e in peso messicano possono rappresentare un’opportunità per l’anno in corso, perché le valute di riferimento, secondo i modelli di equilibrio di medio e lungo periodo, sono ampiamente sottovalutate, inoltre le obbligazioni governative offrono rendimenti nominali interessanti superiori a quelli dell’indice emergente.

Quanto rischiosa per i bond governativi emergenti potrebbe rivelarsi la normalizzazione dei tassi voluta dalla Federal Reserve?
Il processo di normalizzazione dei tassi non rappresenta una minaccia fino a quando continua a essere condotto in modo graduale, come è avvenuto fino a ora, e in assenza di pressioni inflazionistiche. Inoltre ci sono altre banche centrali, come la Bce e la BoJ, che continuano ad alimentare la liquidità nel sistema finanziario.

A vostro giudizio, quali altri rischi possono condizionare l’asset class nel 2017?
I rischi per l’asset class possono arrivare dagli Usa o dalla Cina, guarda caso le due più grandi economie mondiali. Misure protezionistiche in Usa e misure volte al rimpatrio di capitali depositati all’estero di aziende americane hanno l’effetto di rendere vulnerabili le finanze dei paesi emergenti. Un’eventuale “guerra commerciale” nei confronti della Cina da parte degli Usa poi, provocherebbe ulteriori pressioni sulla divisa e sulle riserve valutarie del paese e le ripercussioni potrebbero estendersi a tutta l’area asiatica.

Stefania Basso
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.