Ethenea: “Non siamo eccessivamente ottimisti sulle azioni Usa”

Prosegue l’inchiesta di Fondi&Sicav sulle prospettive dell’azionario americano nel medio periodo con l’intervento di Christian Schmitt, gestore Ethenea

Ethnea

I principali indici azionari Usa hanno messo a segno nuovi record nelle settimane successive alla conquista della Casa Bianca da parte dei repubblicani. Come interpretate questa reazione? Il trend è la prosecuzione di quello in corso o i listini stanno scontando le attese per la nuova politica economica annunciata da Trump?

La reazione dei mercati azionari americani è stata molto forte e inaspettata. Sino alle elezioni, la crescente probabilità di vittoria di Trump è stata considerata negativamente dagli operatori del mercato. Dopo l’annuncio della Fbi della chiusura dell’indagine sulle e-mail della Clinton (solo due giorni prima del giorno delle votazioni), i mercati azionari hanno registrato un forte recupero, dato che Hillary Clinton era “ritornata in gioco”.
Dopo uno shock di brevissima durata dei mercati azionari asiatici nella notte successiva all’ufficialità del risultato, i mercati azionari americani hanno continuato a salire – anche se per ragioni opposte. Dunque quali conclusioni possiamo trarre?
In questo momento il mercato sembra essere fortemente concentrato su tutti gli elementi positivi, perlomeno negli Stati Uniti. In quest’ottica, gli ultimi sviluppi successivi all’elezione sono il prolungamento di un trend di lunga durata, dato che i mercati azionari americani stanno scambiando ai massimi storici in questa fase.
I fattori positivi della presidenza Trump sono stati dunque prezzati al momento. Nello stesso tempo, i fattori negativi sono ben noti (la possibilità di un forte protezionismo) e i titoli delle aziende americane con una maggiore esposizione internazionale si sono comportati in modo completamente differente rispetto ai titoli di aziende focalizzate sul commercio puramente domestico. Ma l’effetto netto atteso rimane molto positivo e dovrà essere tenuto sotto osservazione in futuro, naturalmente, così come le variabili reali della seguente catena: Cosa ha comunicato alla gente il candidato Trump? Cosa ha pensato realmente Trump, come persona, delle sue affermazioni? Cosa sta programmando ancora il presidente eletto Trump? E infine cosa potrebbe realizzare il presidente Trump?

Quali sono le vostre aspettative per l’azionario Usa nel medio termine? Quali sono i fattori che potrebbero dare continuità al trend rialzista (flussi di capitali diretti verso gli Usa in scia all’atteso aumento dei tassi e al rafforzamento dell’Usd o altre ragioni)? E quali i rischi in grado di far registrare una battuta d’arresto o un’inversione del trend?

Non siamo eccessivamente ottimisti sulle azioni americane, dato che la maggior parte dei fattori positivi sono già stati prezzati e le valutazioni assolute dei mercati azionari americani sono eque nella migliore delle ipotesi e in parte sono già care. La valutazione relativa rispetto al reddito fisso è stata molto positiva negli ultimi anni, ma con l’aumento dei tassi di interesse le azioni stanno perdendo parte del supporto da questo fronte. E se il trend di rafforzamento globale del dollaro contro le altre valute proseguirà, la valuta americana, più che essere considerata di sostegno, potrebbe rappresentare per le aziende americane e per le azioni un ulteriore problema. Per una migliore sostenibilità del rally delle azioni americane dovremmo assistere a un maggiore allineamento tra gli sviluppi delle aziende degli utili sottostanti e i movimenti dei prezzi dei titoli. Al di là del trend positivo delle azioni americane, scorgiamo due rischi immanenti ai mercati oggi. Oltre alle elevate valutazioni assolute e alla tendenza a un maggior protezionismo e alla deglobalizzazione, i rischi principali per le azioni provengono dagli elevatissimi livelli del debito globale e dall’instabilità geopolitica. Ma questi fattori sono difficili da quantificare e possono divenire rilevanti per i mercati nel giro di qualche giorno, di nuovo, come è accaduto ad agosto dello scorso anno o a gennaio di quest’anno.

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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