Eurizon lancia i suoi primi tre Pir

Il gruppo Intesa Sanpaolo ed Eurizon Capital hanno organizzato oggi a Milano una conferenza per il lancio dei primi Piani individuali di risparmio. Gregorio De Felice, chief economist della banca, ha mostrato diversi dati dai quali si evince chiaramente che senza uno sviluppo significativo del sistema delle Pmi il nostro paese difficilmente riuscirà a scostarsi da una crescita del Pil da zero virgola. A tal proposito l’esperto ha presentato una slide dal quale emerge che le imprese italiane evidenziano la più alta leva finanziaria tra alcune delle maggiori economie del pianeta e per di più, come molti sanno, le aziende tricolori evidenziano una grande e preponderante esposizione al sistema del credito bancario.

A tal proposito De Felice ha ricordato che: «Secondo le stime della Banca d’Italia, per far convergere la leva finanziaria italiana sulla media europea servirebbero 200 miliardi di euro di mezzi propri e una contemporanea riduzione del debito di egual valore». In ogni caso, l’esperto ha sottolineato che la leva finanziaria delle imprese del nostro paese è in costante compressione, un fattore che potrebbe stimolare la ripresa degli investimenti e aumentare significativamente le potenzialità delle nostre aziende. A questo punto De Felice ha mostrato un grafico abbastanza noto agli addetti ai lavori, ma non sufficientemente pubblicizzato, nel quale emerge che la ricchezza netta delle famiglie italiane in percentuale del reddito disponibile è di gran lunga la più alta (273%, equivalente a 3 trilioni di euro) tra le principali economie del Vecchio continente. E a tal proposito De Felice ha dichiarato: «In uno scenario caratterizzato da un settore industriale in grandissima evoluzione il risparmio delle famiglie è scandalosamente poco investito nella seconda economia manifatturiera in Europa».

A questo punto ha preso la parola il chief executive officer di Eurizon Capital, Tommaso Corcos, che dopo aver sottolineato la differenza tra l’andamento altalenante del Ftse-Mib e l’evoluzione delle imprese del nostro paese, ha previsto, in base alle esperienze simili lanciate anni fa in alcuni grandi paesi come Usa e Regno Unito, che a regime il sistema Pir dovrebbe essere capace di calamitare circa 16 miliardi di euro, 10 dal settore retail e i restanti 6 dagli investitori istituzionali. Intervenendo su uno degli elementi dei Pir maggiormente criticati, ovvero la forte concentrazione geografica e settoriale, Corcos ha risposto specificando che: «Se è vero che i Pir hanno un forte bias sull’Italia e le sue imprese, al tempo stesso è innegabile che questi strumenti, pur dovendo rispettare regole ben precise, consentono ai gestori di muoversi con grande libertà all’interno delle diverse asset class, in modo da garantire grande decorrelazione e un costante e continuo monitoraggio del rischio di portafoglio». Corcos ha poi spiegato che Eurizon Capital punta a coprire le diverse esigenze degli investitori, attraverso la creazione di tre fondi comuni, differenziati per profilo di rischio: conservativo, moderato e dinamico, con un peso azionario crescente, al 20%, 40% e 70%, rispettivamente. Giusto per capire l’importanza di questo nuovo mercato, a una settimana precisa dal lancio, i tre strumenti hanno già raccolto 30 milioni di euro. E se il buongiorno si vede dal mattino…

Massimiliano D'Amico
Dopo aver lavorato per alcune testate locali, ho iniziato la mia carriera giornalistica nell’ambito finanziario nel 2006. Alla ricerca di nuovi stimoli professionali nel 2009 sono passato a FONDI&SICAV dove, nel 2014, sono stato nominato vicedirettore. In particolare curo l’inserto “Consulenti&Reti”. Ogni mese intervisto gli amministratori delegati delle principali strutture della consulenza finanziaria italiana e analizzo gli argomenti più “caldi” del momento. Mi occupo anche di www.videofinanza.it, il portale dedicato esclusivamente alle video-interviste a gestori-strategist (italiani e stranieri) dei più importanti asset manager globali e ai protagonisti del mondo delle reti di consulenza finanziaria.
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