Eurizon Capital: “Le autorità cinesi sono chiamate a contenere il debito”

Prosegue l’inchiesta di Fondi&Sicav sull’azionario Cina con la partecipazione di Luigi Antonaci, responsabile Equity – Emerging di Eurizon Capital SA

Eurizon Asset Management CMYK

A più di un anno dalla svalutazione della divisa locale che fece tremare le Borse di ogni parte del pianeta, qual è la situazione economico-finanziaria della Cina e come si è comportato il mercato azionario cinese dall’arrivo di Trump alla presidenza Usa?

Dalle elezioni americane a oggi i listini azionari cinesi hanno avuto comportamenti contrastanti. Infatti, a fronte di un mercato locale che, in pratica, è rimasto stabile negli ultimi mesi, l’indice delle azioni cinesi quotate a Hong Kong ha messo a segno un ritorno del 16%, risultando uno dei migliori listini tra i mercati emergenti. Le ragioni principali del rendimento positivo degli ultimi mesi sono da ricercare nella stabilizzazione dell’economia cinese, grazie al supporto fiscale e a una politica monetaria accorta e flessibile, nella riduzione dei deflussi di capitale, per effetto dei maggiori controlli introdotti dalle autorità e della stabilizzazione del tasso di cambio, e nella ripresa sostenuta degli utili aziendali. Negli ultimi tempi, inoltre, si è ridotto il rischio di adozione di politiche protezionistiche da parte degli Usa e c’è stata una distensione nei rapporti diplomatici tra i due Paesi, soprattutto a seguito della decisione presa dalle autorità americane di non includere la Cina tra le Nazioni accusate di manipolare il tasso di cambio. Questi fattori hanno consentito un’importante riduzione del premio al rischio del mercato sostenendo le valutazioni del listino.
Va considerato, tuttavia, che a fronte di un indubbio miglioramento del clima economico e finanziario, molte restano le sfide che le Autorità sono chiamate a gestire, partendo dal contenimento del debito, la cui riduzione è condizione necessaria per rendere sostenibile il modello di sviluppo economico del Paese.

Com’è posizionato il vostro portafoglio e quali sono le ragioni a supporto delle vostre scelte di asset allocation?

Il comparto Eurizon Fund Equity China Smart Volatility, il cui universo di riferimento è rappresentato dalle azioni cinesi quotate a Hong Kong, segue una strategia quantitativa il cui obiettivo di medio/lungo termine è quello di migliorare lo sharpe ratio dell’investimento, attraverso una gestione fattoriale che punta a contenere la volatilità complessiva del portafoglio, evitando al contempo un’esposizione negativa ad altri fattori che storicamente hanno dimostrato di generare un premio per il rischio (i.e. value, momentum, dividend yield). Un altro vincolo imposto all’ottimizzazione e utile in fasi di mercato come quella attuale, è la neutralità settoriale rispetto all’indice di riferimento del mercato. I principali motivi a supporto della strategia d’investimento del comparto sono da ricercarsi nelle caratteristiche del mercato azionario cinese che spesso è soggetto a speculazioni di mercato che generano ampi movimenti di rialzo e di ribasso, creando talvolta delle significative differenze valutative tra settori e/o tra titoli dell’universo. L’approccio fattoriale si propone l’obiettivo di contenere gli eccessi di breve periodo consentendo agli investitori di essere esposti nel medio/lungo termine a un mercato le cui prospettive economiche e finanziarie sono particolarmente interessanti.

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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