Eurizon Capital: “Prediligiamo i titoli a duration più breve e rating più bassi”

Prosegue l’inchiesta di Fondi&Sicav sulle obbligazioni high yield americane con l’intervento di Raffaella Tommaselli ed Elena Musumeci, gestori High Yield del team Corporate Bond di Eurizon Capital SGR

EuCapital

L’inflazione Usa mostra segni di ripresa e il rendimento nominale dei Treasury non offre protezione agli investitori. Molti indicano gli Hy bond come possibile soluzione al problema di ottenere rendimenti obbligazionari tali da far fronte all’incedere dell’inflazione. Pensate che il segmento sarà in grado di offrire rendimenti reali interessanti?

La politica fiscale espansiva annunciata da Trump dovrebbe contribuire a un rafforzamento dell’inflazione nei prossimi mesi. Ciò, congiuntamente a una politica monetaria restrittiva, potrebbe portare a tensioni sui tassi di interesse e sugli investimenti obbligazionari in genere. In questo contesto i bond high yield, rispetto alle obbligazioni governative, offrono una “protezione” rappresentata da uno spread che già in passato ha rappresentato una sorta di ammortizzatore del movimento. Si aggiungano, da un punto di vista fondamentale, i benefici derivanti da un contesto di aspettative di tassi di default in discesa e già sotto la media di lungo periodo. Questo tipo di difese presuppongono comunque che il sentiero di rialzo dei tassi sia ordinato e in linea con quanto atteso dal mercato. In tale contesto sono da preferirsi ovviamente i titoli a duration più breve e rating più bassi, che sono maggiormente isolati da movimenti dei tassi sottostanti. Bisogna tener conto che però in termini di valutazione il mercato appare a fair value dopo le performance dello scorso anno e questo lo potrebbe esporre a rischi di allargamento in caso di shock esogeni. Da monitorare sicuramente l’andamento dei flussi dedicati dei fondi high yield e l’andamento del prezzo del petrolio come possibili fonti di volatilità sul mercato.

Che cosa possono aspettarsi gli investitori dal mercato high yield Usa nei prossimi mesi? Quali sono a vostro avviso i rischi maggiori e su quali duration ritenete opportuno focalizzarvi in vista delle prossime decisioni della Fed e della Trumpnomics?

Per quello che è emerso al momento dal programma economico di Trump sembra probabile uno stimolo fiscale attraverso tagli alle tasse e maggiore spesa sulle infrastrutture. Mentre il mercato stava cominciando a prezzare il rischio che il ciclo del credito negli Usa si stesse avviando alla fine, queste manovre dovrebbero rivitalizzare l’attività economica e avere impatti positivi sui ricavi, flussi di cassa e tassi di default. Tutto ciò dovrebbe comportare un ulteriore allungamento del ciclo del credito americano e quindi un rinnovato interesse sulle obbligazioni high yield. Un impatto diretto della riforma fiscale della nuova amministrazione sul mercato high yield sarà l’abrogazione della deducibilità degli interessi passivi per le società. Questo provvedimento sarà controbilanciato da una piena deducibilità della spesa per investimenti. L’obiettivo di questa manovra è ridurre la leva eccessiva nelle operazioni sul mercato (soprattutto Lbo). Nell’immediato soprattutto per alcune società CCC con leva elevata la soppressione della deducibilità potrebbe avere impatti negativi. A livello settoriale questo provvedimento favorisce i settori capital intensive e sfavorisce quelli capital-light.
Per quanto riguarda la reazione del mercato high yield americano a rialzi dei tassi governativi, in occasione del primo rialzo dei tassi governativi americani le obbligazioni high yield hanno assorbito quasi completamente il movimento dei tassi. Ci si può aspettare che, se il rialzo dei tassi dovesse proseguire in maniera controllata, il mercato high yield potrebbe continuare a sovraperformare quello governativo. Tuttavia sarebbe preferibile concentrarsi sulle componenti del mercato meno correlate con i tassi, titoli a bassa duration e rating più basso (B e non CCC che sono invece meno interessanti da un punto di vista valutativo).

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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