Investimenti sostenibili e mercati emergenti. Qual è la situazione attuale?
Sofia Galarducci: «Secondo l’organizzazione internazionale Climate Bonds Initiative, nel 2021 i soggetti che operano nei paesi emergenti hanno contribuito all’emissione di green bond per il 21% su scala globale. È un dato interessante, che dimostra l’accelerazione nello sviluppo di progetti sostenibili e la necessità, allo stesso tempo, di velocizzare la convergenza tra le migliori pratiche di mercato esistenti per facilitare sempre più l’accesso degli emittenti a questo segmento. Inoltre, a riprova del crescente interesse manifestato verso i paesi in via di sviluppo, secondo l’International Monetary Fund1, nel 2022 gli investimenti Esg, intesi come prodotti che incorporano i principi di sostenibilità nelle decisioni aziendali e nelle strategie di investimento, coprendo questioni che vanno dal cambiamento climatico alle pratiche di lavoro, hanno rappresentato quasi il 18% dei flussi esteri nei mercati emergenti, Cina esclusa. Ciò è conseguenza, sia delle esigenze di finanziamento legate alla pandemia, sia degli interventi necessari per la mitigazione degli effetti climatici, soprattutto in America Latina. Queste dinamiche possono rappresentare un’importante opportunità di sviluppo verso un ecosistema finanziario sostenibile più maturo e inclusivo.
Ovviamente, è ancora più evidente nei mercati emergenti la sfida che gli investitori istituzionali si trovano ad affrontare riguardo la disponibilità di dati attendibili sul profilo di sostenibilità degli emittenti e dei progetti finanziati. Per questo motivo è importante costruire un dialogo di lungo periodo che coinvolga anche le società che operano in quei mercati».
1Fonte: https://www.imf.org/en/Blogs/Articles/2022/03/01/sustainable-finance-in-emerging-markets-is-enjoying-rapid-growth-but-may-bring-risks
Quali sono, al momento, le vostre attese per le emissioni di Gsssb?
Anna Stagnoli: «Il mercato delle obbligazioni green, social, sustainable, and sustainability-linked è notevolmente cresciuto negli ultimi anni, sia per dimensioni, sia per diversificazione geografica e valutaria. Un recente studio di S&P ha stimato che nel 2023 l’emissione globale di Gsssb raggiungerà 900-1000 miliardi di dollari, avvicinandosi al record toccato nel 2021.Questi strumenti sono fondamentali per il raggiungimento degli obiettivi climatici e di sostenibilità delle imprese emittenti, ma lo sono anche per il settore finanziario, che ricopre un ruolo importante nella realizzazione della transizione energetica. A questo proposito, ad esempio, in seguito alla sottoscrizione della Net zero asset managers initiative, Eurizon ha dichiarato la propria volontà di aumentare gli investimenti nei green bond fino al 4% degli asset under management complessivi entro il 2025. L’obiettivo finale è incrementare il finanziamento di progetti ambientali con un impatto misurabile e positivo in aggiunta al ritorno finanziario».
Quali sono i temi di engagement più importanti per il 2023?
Sabina Screpis: «L’engagement per Eurizon rappresenta uno strumento essenziale per instaurare un dialogo trasparente e di lungo periodo con le società partecipate. Quest’anno continueremo a incoraggiare gli emittenti appartenenti a settori considerati critici, perché maggiormente inquinanti, a presentare piani di transizione caratterizzati da un’informativa esaustiva che permetta agli investitori di valutarne l’efficacia e la credibilità. Inoltre, la recente evoluzione della normativa europea in materia di conservazione ambientale rende necessario un confronto mirato con le società appartenenti a quei settori nei quali il rischio di deforestazione è maggiore, affinché le società siano consapevoli della necessità di mettere in atto processi idonei a mitigarne le conseguenze. Nell’ambito della tutela dei diritti umani, l’attenzione di Eurizon si rivolge anche alla catena di fornitura: auspichiamo, infatti, che le società adottino i presidi necessari a monitorare e gestire gli eventuali rischi derivanti dalla violazione di questi diritti da parte dei propri fornitori.
Infine, l’attenzione di Eurizon alle tematiche di governo societario sarà rivolta al monitoraggio della diversità degli organi amministrativi degli emittenti. Lo scopo è favorire la parità in termini di trattamento e opportunità, valorizzando la diversità, non solo in riferimento al genere, ma in senso più ampio, come, ad esempio, le competenze e l’esperienza di ciascun componente del consiglio di amministrazione».
Qual è l’impatto della transizione digitale sugli investimenti sostenibili?
Ilaria Gentili: «La progressiva integrazione delle tecnologie digitali nei processi produttivi è un’opportunità per incrementare la sostenibilità delle imprese. Le tecnologie 4.0 promuovono l’adozione di modelli di efficientamento energetico dei processi e di estensione della vita utile di prodotti e materiali tramite pratiche di riciclo e riuso. In questo contesto, sono state inaugurate nuove misure destinate alle piccole e medie imprese italiane a sostegno di nuovi investimenti imprenditoriali innovativi e sostenibili (investimenti sostenibili 4.0). Il rapporto tra transizione digitale e sostenibilità ambientale ha trovato piena integrazione nelle recenti politiche del Green deal europeo, in cui la trasformazione digitale e la transizione verde sono i pilastri delle nuove pratiche promosse dall’Unione Europea. A livello nazionale, la transizione digitale è una delle colonne del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).
Gli investimenti sostenibili 4.0 non si limitano a favorire la trasformazione tecnologica e digitale, ma mirano a orientare le imprese verso il paradigma dell’economia circolare e il miglioramento della sostenibilità energetica dell’impresa. Eurizon conduce periodicamente un’analisi di come le proprie attività di stewardship siano correlate agli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite (Sdg): nel 2022 gli engagement da noi condotti hanno avuto maggiore attinenza all’Sdg n. 9-Innovazione industriale e infrastrutture, che si pone proprio l’obiettivo di incentivare l’utilizzo di tecnologie e processi industriali digitali, puliti e rispettosi dell’ambiente».

