Euro sui minimi dal 2003

Movimenti da mercato valutario dei vecchi tempi con euro e sterlina, contro dollaro, rinchiusi all’interno di un fazzoletto di pips per la nottata e con movimenti di rottura dei livelli già avvenuti questa mattina. Fxcm

Vendite di euro e sterlina, non acquisti di dollaro americano, fatto testimoniato dai movimenti di UsdJpy e AudUsd che si ritrovano ancora nei pressi delle congestioni tecniche analizzate ieri (e che non hanno fornito indicazioni operative), in attesa degli appuntamenti che vedono le due banche centrali impegnate nelle proprie decisioni di politica monetaria. Sul fronte sterlina, dopo le ultime minute all’interno delle quali Carney ed il suo committee hanno aperto esplicitamente la porta a possibili valutazioni di tagli di tassi futuri, delle aspettative si sono create tra gli investitori. Aspettative lievi, sia chiaro, ma pur sempre aspettative. Attese che possono trasformarsi in aumenti di volatilità direzionali, da valutare sia a rialzo che a ribasso, in base ai livelli tecnici.

Dal punto di vista dell’interpretazione macroeconomica, potrebbe essere possibile ipotizzare dei tentativi di ripresa della sterlina, da considerare importanti soltanto in caso di mancato passaggio a ribasso di area 1.5150 (per conferma di inversione di trend occorrerebbe anche il compimento di nuovi massimi relativi), in quanto non si segnerebbero dei minimi decrescenti sulla ripartenza del movimento ribassista cui stiamo assistendo dopo la formazione della bandiera di continuazione studiata all’interno dei nostri Morning Meeting su un time frame daily. Ripresa potenzialmente legata al mancato taglio di tassi da parte dell’istituto inglese che, se dovesse avvenire dopo il superamento ribassista degli ultimi minimi, potrebbe considerarsi come una correzione all’interno del quadro comunque ribassista prevalente.

Nel momento in cui invece dovessimo assistere ad un taglio di tassi (a nostro parere improbabile per la giornata di oggi) le reazioni potrebbero condurre il pound verso l’area di 1.5100, con scenari ribassisti di breve periodo da non escludere a priori anche in caso di un nulla di fatto da parte della BoE, questo il motivo per cui, oggi più convinti che mai, seguiremo il mercato soltanto in base ai livelli tecnici e non ai possibili scenari che potrebbero andare a realizzarsi in base all’una o all’altra scelta. Per quanto concerne invece la BCE, abbiamo già avuto modo di parlarne durante i giorni scorsi, con attese nulle da parte degli investitori che potrebbero decidere, anche in questo caso, di prendere profitto dopo i movimenti di discesa implementatisi di recente o di spingere ulteriormente a ribasso l’euro, movimenti prettamente tecnici ed indipendenti dalla parole di Draghi (a meno di evidenti sorprese, un market mover direzionale e di scenario potrebbe essere rappresentato da eventuali commenti sulla situazione greca).