L’Europa può affrontare le sfide, ma il cammino è carico di incognite

Adam Schor SVP, director of Global Equity Strategies di Janus Capital Group, risponde alle domande di Fondi&Sicav sulle prospettive dell’azionario Europa

mercati globali

Ritenete possibile un passaggio del testimone dalle Borse Usa a quelle europee nel corso del 2017 o resta sempre valido il detto ‘quando Wall Street ha la bronchite, i listini europei hanno già la polmonite’?

In base alla nostra analisi, le prospettive per l’Europa sono caratterizzate dal bilanciamento tra il peso delle incertezze politiche, da un lato, e la promessa di una ripresa economica trainata dalla moneta debole e dal vigore dell’economia statunitense, dall’altro. Riteniamo dunque che il mercato europeo possa sovraperformare quello statunitense quest’anno, ma in un contesto di maggiori rischi.

Partiamo dai rischi. Quest’anno in Europa si terranno le elezioni sia in Francia sia in Germania, a cui si aggiunge anche il previsto avvio dei negoziati per la Brexit. Non crediamo che l’esito elettorale in questi paesi possa sfociare in un movimento populista che ponga fine all’euro o indebolisca ulteriormente l’Ue. Le previsioni politiche, come abbiamo imparato con la Brexit, le elezioni presidenziali Usa e il referendum italiano, presentano ampi margini d’incertezza nell’attuale contesto e gli orientamenti degli elettori possono virare bruscamente a seguito di un attacco terroristico o dell’ennesima crisi dell’immigrazione. Nonostante le schermaglie tra le parti in vista dell’avvio formale dei negoziati per la Brexit, prevediamo che anche la Gran Bretagna e l’Ue manterranno i nervi saldi e che nessuna delle due si assumerà il rischio di politiche commerciali economicamente deleterie.

Quali sono i paesi europei e i settori che – a vostro giudizio – presentano le migliori opportunità di performance nell’anno appena iniziato? Quali sono i motivi a supporto delle vostre preferenze?

A meno di sconvolgimenti causati da sviluppi politici, prevediamo un mercato in rialzo favorito da un’accelerazione della crescita globale. Il mercato europeo parte da valutazioni interessanti. Inoltre, per gli Stati Uniti si prospetta quest’anno un ritmo di crescita sostenuto che determinerà il rafforzamento del dollaro. Questa previsione implica l’indebolimento dell’euro e un livello elevato della domanda globale a beneficio delle esportazioni. Si percepiscono poi i primi segnali di un ritorno dell’inflazione, che favorirà le azioni. I settori legati alla domanda globale, come il comparto industriale, presentano opportunità interessanti. Molte società e molti paesi hanno sfruttato la crisi finanziaria globale per migliorare l’efficienza operativa e rivedere le dispendiose norme sul lavoro e perciò dispongono di una buona leva operativa a fronte dell’aumento della domanda globale. Anche per il settore del lusso, grazie al dinamismo delle vendite statunitensi, può essere un anno positivo. Nonostante l’evidente instabilità di alcuni settori bancari, il comparto finanziario nel suo complesso è pronto a reagire all’aumento della domanda e dell’inflazione e, perciò, alle previsioni di un aumento dei tassi.

I paesi orientati all’esportazione, come la Germania e l’Italia, possono beneficiare di questo contesto. Anche la Francia potrebbe trarne vantaggio, ma solo se si dissolverà la minaccia di sconvolgimenti politici. Pure la Grecia presenta notevoli opportunità, che tuttavia richiedono l’instaurarsi di migliori condizioni generali e una stabilizzazione della traballante economia del paese.

Le prospettive per l’Europa sono dunque legate all’andamento dei suoi orientamenti politici, all’indebolimento dell’euro e al contesto di crescita dell’economia statunitense. Se la crescita Usa dovesse in qualche misura deludere le aspettative, magari a causa di un dollaro abbastanza forte da soffocare le esportazioni, vi saranno ripercussioni anche per l’Europa. A nostro parere, la regione può affrontare queste sfide, ma il cammino è carico di incognite.

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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