Eurozona, settimana all’insegna di spunti macro

La settimana si apre con pochi spunti macro, tra cui la produzione industriale di Eurozona per il mese di ottobre e l’inflazione di novembre in Portogallo. In arrivo anche l’aggiornamento mensile dell’Opec ‘Oil Market Report’.

In Giappone l’indagine Tankan sul morale delle imprese manifatturiere di grandi dimensioni mostra per il 4Q un -10 pts, rispetto alla mediana delle attese pari a -15, dopo il -27 pts dei 3 mesi al 30 settembre, dando primi segnali di miglioramento. Tra le incertezze legate alla pandemia, le aziende sono attese tagliare però i loro investimenti per il prossimo anno. Corretta nella seconda lettura le produzione industriale nipponica di ottobre a 4% su mese e -3,2% su anno, dal preliminare 3,8% congiunturale e -3,9% tendenziale.

In Cina i prezzi delle nuove case sono aumentati a novembre al ritmo minimo da marzo, con un +0,1% su mese dal +0,2% segnato a ottobre. A perimetro annuo, il rialzo è al 4%, minimo dal febbraio 2016. Secondo gli analisti, ad appesantire il settore soprattutto l’abbondanza di offerta.

Mentre Autorità italiane ed esperti continuano a raccomandare prudenza, l’esecutivo non esclude di varare un mini-lockdown natalizio che faccia dell’Italia un’unica zona rossa. La Germania invece ha optato per la linea dura, con Angela Merkel che, di fronte all’inefficacia di provvedimenti light per contenere i contagi, ha annunciato una serrata generale dal 16 dicembre al 10 gennaio.

Sul fronte Brexit è ormai corsa contro il tempo per evitare un no-deal, con la scadenza del 31 dicembre alle porte e il fallimento dell’ennesimo tentativo di accordo ieri tra Johnson e von der Leyen. Le posizioni restano ancora molto distanti su temi fondamentali, ma la scelta è quella di trattare fino all’ultimo.

L’euro riparte saldo con un rialzo dello 0,2% intorno a quota 1,2140, appena sotto il massimo da 31 mesi. Il dollaro resta debole contro un basket delle principali valute. La sterlina si rafforza dopo la decisione di portare avanti ad oltranza i colloqui sul post-Brexit.
Prezzi del petrolio ancora in rialzo sull’ottimismo legato all’inizio delle vaccinazioni e alla possibilità di una ripresa globale, il prossimo anno, che farebbe risalire la domanda. Il futures sul Brent è in rialzo dell’1,20% a USD 50,50 il barile, stessa percentuale al Nymex per il Wti Usa a USD 47,10.

Stamane il Bund future marzo ha aperto in calo di 30 tick a 178,38, il Btp future cede 8 bp a 151,96. Lo spread Btp/Bund riparte da 116 pts, con il rendimento del nostro Btp decennale allo 0,52%.

Apertura positiva per le borse europee, con i principali indici EU e Piazza Affari poco sotto il punto percentuale nelle prime battute. In rialzo i titoli bancari, Enel, Exor, FCA, Leonardo, Saipem, Tenaris, Eni, Nexi, Recordati, Telecom e Unipol. In calo Atlantia e Diasorin.

Chiusura mista stamane per le borse asiatiche, con l’indice Nikkei 225 della borsa di Tokyo ha chiuso la sessione in rialzo dello 0,30%, Shanghai sale dello 0,66%, Hong Kong è invece in calo dello 0,30%, Sidney fa +0,26%, Seoul – 0,28%. Sentiment contrastato dunque sui mercati asiatici, nonostante la notizia dell’approvazione del vaccino anti-Covid, oltre che dalla FDA, anche dal Centers for Disease Control and Prevention Us, per cui il vaccino potrà essere somministrato negli Usa a chi ha un’età minima di 16 anni.

Wall Street ha chiuso poco mossa l’ultima seduta della settimana con i listini ancora penalizzati dall’elevato numero di decessi da Covid e dallo stallo sui negoziati per l’approvazione di un nuovo piano di aiuti economici. L’S&P 500 ha perso lo 0,13% e il Nasdaq Composite lo 0,23%. Sopra la parità il Dow Jones (+0,16%) grazie a Walt Disney (+13,56%). Il colosso dell’intrattenimento ha annunciato di aver superato 137 mln di abbonati scala globale ai nuovi servizi streaming e di puntare a raggiungere quota 300-350 mln entro il 2024.

Il retailer d’abbigliamento sportivo Lululemon Athletica -6,71% dopo aver diffuso una buona trimestrale, senza però fornire una guidance relativa all’intero 2020. Qualcomm -7,36%. Secondo fonti Bloomberg, Apple (-0,67%) avrebbe lanciato la produzione del proprio modem per dispositivi mobili che potrebbe essere utilizzato al posto dei modem forniti dall’azienda californiana specializzata nella produzione di semiconduttori.

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