Exane: “Stimiamo un rallentamento della Cina nei prossimi mesi”

Prosegue l’inchiesta di Fondi&Sicav sull’azionario Cina con il contributo di Florian Roger, responsabile Asset Allocation di Exane Derivatives  

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A più di un anno dalla svalutazione della divisa locale che fece  tremare le Borse di ogni parte del pianeta, qual è la situazione economico-finanziaria della Cina e come si è comportato il mercato azionario cinese dall’arrivo di Trump alla presidenza Usa?

Il sentiment del mercato nei confronti dell’economia cinese ha registrato un miglioramento nella seconda metà del 2016 grazie all’investimento nelle aree urbane e all’accelerazione della produzione industriale. Inoltre, anche se la campagna di Trump ha sollevato tensioni commerciali con la Cina, il presidente americano non è in misura di imporre una politica commerciale rivoluzionaria. Contestato dal Congresso e indebolito da motivi interni, Trump non può farsi carico di un tale rischio verso la Cina. Il Celeste Impero ha, inoltre, beneficiato del deprezzamento dell’Usd dall’inizio dell’anno, evento che riduce il rischio di squilibri sul mercato valutario.

Nonostante il miglioramento rispetto allo scorso anno, la situazione è tutt’altro che rosea. Ci aspettiamo un rallentamento della Cina nei prossimi mesi, a causa di una dinamica degli investimenti meno forte e di una politica monetaria più neutrale. Il tema della fragilità finanziaria della Cina continuerà a tenere in sospeso i mercati.

Com’è posizionato il vostro portafoglio e quali sono le ragioni a supporto delle vostre scelte di asset allocation?

Nella nostra asset allocation, privilegiamo le azioni europee che beneficiano di un momentum positivo grazie all’impegno della coppia franco-tedesca nel rilancio del progetto europeo.  Diversi sono i temi d’investimento che permettono di beneficiare di questa nuova dinamica politica. In un’ottica di miglioramento congiunturale, abbiamo una preferenza per il biais ciclico domestico a cui esporsi attraverso le società small e mid cap, e i titoli finanziari. Quest’ultimi dovrebbero, in particolare, beneficiare dello steepening della curva dei tassi e delle revisioni al rialzo delle stime di crescita.

Allo stadio attuale, siamo, inoltre, sotto-ponderati sulle azioni americane a causa del loro elevato livello di valorizzazione e sugli emergenti a causa delle prospettive meno favorevoli in Cina e del livello di scorte di materie prime. Sul Giappone, abbiamo, invece, recentemente rivisto la nostro posizione a neutrale.

Sul versante obbligazionario, raccomandiamo di ripensare l’allocazione:

– esporsi nuovamente su posizioni short duration su Usa / core Emu;

– ridurre l’esposizione al credito corporate;

– in Europa, implementare un arbitraggio dal credito corporate a favore delle obbligazioni convertibili e dei govies italiani

– mantenere l’esposizione sul credito finanziario europeo.

Per quanto riguarda l’esposizione valutaria, ci è sembrato pertinente ridurre la nostra esposizione in Usd vs Eur prima della riunione della Bce dell’8 giugno che potrebbe segnare un punto di svolta nella strategia dell’Eurotower verso una strategia di graduale di normalizzazione monetaria.

 

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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