Fai a tutela dell’Italia da riscoprire

Villa e Collezione Panza a Varese, Foto di arenaimmagini.it,2013 © FAI – Fondo Ambiente Italiano

A oggi l’Italia vanta ben 53 siti patrimonio dell’umanità, distribuiti in 17 regioni. Oltre a questi, il nostro paese è ricco di luoghi mistici, meravigliosi, ricchi di storia e intrisi di pura bellezza, capaci di incantare i visitatori, e molti di questi, dal 1975, sono tutelati e valorizzati dal Fai.

Il Fai, acronimo di Fondo ambiente italiano, è una fondazione nazionale senza scopo di lucro che dalla sua istituzione ha salvato, restaurato e aperto al pubblico importanti testimonianze del patrimonio artistico e naturalistico italiano. È nato dall’iniziativa di Giulia Maria Crespi, la quale a sua volta si è ispirata alla corrispondente struttura inglese The National Trust. Dal bilancio del 2016 si evincono dati molto positivi sul numero di aderenti: lo scorso anno gli iscritti sono stati 149.558, circa 27 mila in più rispetto all’anno precedente.

Crescono le visite ai beni

Grande successo anche per le visite dei beni del Fai, che nel corso del 2016 sono state circa 775 mila, 122 mila in più rispetto al 2015. Così commenta il direttore generale del Fai Angelo Marai: «La scoperta o riscoperta di quanto importanti per noi italiani possano essere i luoghi che ci circondano e la nostra cultura hanno portato centinaia di migliaia di persone a partecipare ai nostri grandi eventi, come le giornate Fai di primavera e la Faimarathon che, grazie a decine di migliaia di volontari, hanno mobilitato tutto il nostro paese».

Nel 2016 i proventi della gestione economica hanno raggiunto 23,43 milioni di euro, 1,90 in più rispetto al bilancio 2015, con un risultato positivo di oltre 738 mila euro. Il Fai è presente in tutto il territorio con 58 beni di cui si prende cura e di questi 36 sono regolarmente aperti al pubblico, mentre sei sono attualmente in restauro e 16 sono tutelati dalla fondazione.

Tra gli obbiettivi del Fai nel 2017 c’è il completamento del restauro e della rivitalizzazione di Podere Casa Lovara, una straordinaria azienda agricola sospesa a 243 metri nel promontorio di Punta Mesco, tra Levanto e le Cinque Terre. Per ora, prosegue nella sua prospettiva di crescita pianificata nel 2014 all’interno del piano strategico 2014-2023 e, a oggi, la gran parte degli obiettivi del piano sono stati raggiunti e superati.

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