Fed, la riunione più attesa

L’inflazione Usa ha accelerato fino al 2,8% e il tasso di disoccupazione è al 3,8%, tutti segnali a favore di una Fed più aggressiva

La Banca centrale statunitense si appresta molto probabilmente ad aumentare il costo del denaro nella riunione iniziata ieri, tuttavia, l’attenzione degli operatori è focalizzata sulle proiezioni relative all’evoluzione della politica monetaria nel secondo semestre del 2018 e nei prossimi anni.

Inflazione in aumento
L’ultima lettura sull’inflazione pubblicata stamane indica che i prezzi al consumo hanno accelerato fino al 2,8% e il tasso di disoccupazione è al 3,8%. L’economia Usa mostra chiari segnali di forza che potrebbero spingere la Federal Reserve ad assumere un atteggiamento più aggressivo. Per questo motivo, le stime e il diagramma dei punti noto come dot plot saranno i protagonisti della riunione.

A questo punto è molto probabile che la riunione possa consacrare sia la fine dell’epoca del denaro a basso costo e l’accelerazione dell’incremento dei tassi nel breve-medio termine, sia l’approssimarsi della fine del ciclo economico di crescita Usa.

Il dot plot
Sarà molto importante osservare l’evoluzione del dot plot, in cui ciascun membro del Fomc espone la sua view sul livello al quale dovrebbero trovarsi i tassi d’interesse entro la fine dell’anno e nei prossimi esercizi. L’ultimo dot plot mostrava che i ritocchi al rialzo del costo del denaro nel 2018 sarebbero stati tre (tutti da un quarto di punto). Con il probabile rialzo deciso in questa riunione i rialzi saranno già due e mancano ancora sei mesi alla fine dell’anno.

Il ciclo di rialzo dei tassi
L’attuale ciclo di irrigidimento della politica monetaria statunitense è iniziato nel dicembre del 2015 e questa sarebbe il settimo ritocco al rialzo. Nell’ottobre del 2017 la Fed ha inoltre avviato la riduzione del suo enorme portafoglio di Treasury e di obbligazioni garantite da ipoteche, acquistati per supportare l’economia reale dopo la crisi finanziari del 2007-2009.

Cambio di linguaggio
La Fed continuerà a parlare di continuità nella presenza di tassi bassi, ma il probabile ritocco porterà il range di riferimento a 1.75-2%, un livello comparabile o superiore a quello predominante tra il 2001 e il 2004 dopo il collasso della bolla sui titoli del Nasdaq e gli attacchi dell’11 settembre a New York e a Washington. Il costo del denaro negli Usa sta gradualmente riportandosi su livelli neutrali e questo è un bene per l’intero pianeta perché le banche centrali devono ricostruire i margini di manovra necessari per affrontare la prossima recessione.

Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.
Advertisement